Qui le suore misericordine di San Gerardo la accudiscono da 14 anni e, ancor di più dopo una sentenza destinata a fare storia, la proteggono dagli occhi indiscreti e dalle curiosità dei media. Ma le certezze, anche dopo l'autorizzazione (immediatamente esecutiva) dei giudici all'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale, continuano ad essere un miraggio. Lo sa bene la curatrice speciale di Eluana, Franca Alessio, che nel descrivere lo stato d'animo di papà Beppino e della moglie non usa mezzi termini: «A due mesi da quella sentenza - spiega - si continua a vivere in una situazione di incertezza che non fa altro che peggiorare la condizione di sofferenza in cui vive da anni questa famiglia». La strada è in salita soprattutto sul fronte degli hospice. I genitori di Eluana, infatti, non hanno ancora trovato una struttura specializzata che abbia dato la disponibilità ad accogliere la donna quando sarà nello stadio terminale, cioè dopo che le verrà tolto il sondino naso-gastrico che la alimenta. E poi c'è l'incertezza giudiziaria: la famiglia Englaro sta aspettando le prossime mosse della Procura generale di Milano, che a fine luglio ha già impugnato davanti alla Cassazione la sentenza della Corte d'Appello. «Al momento non ci è ancora stato notificato nulla - spiega Alessio - ma è probabile che nei prossimi giorni venga depositata davanti alla Corte d'Appello l'istanza di sospensione dell'immediata esecutività dell'ordinanza con cui i giudici, il 9 luglio, hanno autorizzato a staccare le macchine che alimentano Eluana. Vedremo allora il da farsi».
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01/09/2008