«I ministri Ronchi e Fitto - afferma - sono aggiornati sulla stesura della bozza, rispetto alla quale la convergenza è assoluta. Ho aggiornato il presidente Berlusconi che ha confermato la volontà di proseguire sul federalismo, rispetto a cui i tempi li stabilisce il Parlamento, visto che il testo è collegato alla sessione di bilancio».
Ricordando che dopo la delega al Governo bisognerà emanare i decreti legislativi, Calderoli sostiene di avere avuto «fin dall'inizio» un confronto con tutti gli interlocutori, Regioni, Province e Comuni, che hanno dato le loro proposte in gran parte accolte e inserite nel progetto. E comunque «ci sarà un confronto sulla riforma con gli enti locali «cui la prossima settimana trasmetteremo il testo». E delinea la sua road map per i prossimi giorni. «Mercoledì incontro l'Upi, l'Anci e le Regioni, martedì andrò in missione da quelli che sono più perplessi: in Calabria da Loiero e a Palermo da Lombardo». E annuncia che incontrerà anche i presidenti delle Camere «che regoleranno i lavori parlamentari sulla riforma».
«Non fare il federalismo sarebbe una martellata sulle unghie», dice sostenendo che «per il Sud c'è la garanzia di una perequazione integrale per il rilancio, una fiscalità di sviluppo ed un periodo di transitorietà che è assolutamente graduale e sostenibile. Fino ad ora il nostro dovere lo abbiamo fatto e restiamo aperti e disponibili al confronto». Quanto ai tempi, «entro sei mesi dall'approvazione della delega arriveranno uno o più decreti delegati».
Calderoli afferma che alla riforma costituzionale federale si potrebbe giungere entro l'inizio del 2010, visto che le quattro letture parlamentari partiranno da gennaio 2009. Un percorso, quest'ultimo, rispetto al quale il ministro leghista non crede ci sarà una «eccessiva contrapposizione perchè il Paese è assolutamente maturo».
Il ministro torna anche sulla questione dell'Ici. «È una tassa espropriativa e non tornerà». Piuttosto ci sarà una razionalizzazione delle tasse sugli immobili riducendole a unico tributo per i comuni legato ai servizi offerti. Il ministro pensa inoltre a un'imposta per le province «prevalentemente per la viabilità ed ad una per le regioni legata ai servizi alla persona che questi enti rendono».
Calderoli ha anche indicato l'obiettivo del federalismo fiscale: passare dalle circa venti tasse locali a solo tre.
A quanti temono che il federalismo possa favorire solo il Sud, Calderoli lancia un messaggio rassicurante: «servirà più al Sud che al Nord» e quindi le polemiche sono fuori luogo».
Il vice presidente del Senato Vannino Chiti si è detto pronto a «battersi perchè il Pd dia un voto positivo se il governo accetterà la proposta dei presidenti delle Regioni». Ma per il portavoce nazionale dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, alza un muro: «la proposta di riforma parte col piede sbagliato se sarà figlia di uno scambio ambiguo all'interno della maggioranza legato a un ulteriore depotenziamento della giustizia».
Vai alla homepage
29/08/2008