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La cancellazione è costata 1,6 miliardi

Il risparmio medio è di 73 euro a famiglia

Nata 15 anni fa, l'Ici - l'imposta comunale sugli immobili è stata «cancellata» dal recente decreto fiscale, convertito a luglio, per oltre 28 milioni di immobili nei quali vive la maggior parte delle famiglie italiane. L'Italia è infatti tra i Paesi con la più alta percentuale di proprietari di casa (quasi il 70% dei nuclei familiari, secondo le ultime stime di Bankitalia).

Il risparmio medio dalla sua «scomparsa» sulle prime case è stato stimato in 73 euro a famiglia per un'operazione complessiva stimata in circa due miliardi di euro. Il mancato introito da parte delle casse dei Comuni - per il quali è previsto comunque un meccanismo di compensazione - è stato stimato in 1,677 miliardi secondo il Rapporto 2008 Ifel-Anci sulla manovra finanziaria dei Comuni L'Ici sopravvive però sulle seconde case e su quelle più lussuose (case signorili, ville e castelli) anche se di abitazione.
La tassa, con i suoi 10 miliardi di euro di gettito complessivo - tra prime e seconde case - è stata principale fonte di finanziamento per le casse dei Comuni. Il peso della tassa sui bilanci variava da
Comune a Comune. Secondo recenti calcoli della Cgia, in testa per valore assoluto c'era la Capitale, seguita da Milano dove il peso dell'Ici prima casa si aggirava su oltre 155 milioni di euro. In termini percentuali invece la prima abitazione vale di più, oltre che a Trieste, a Genova (38,8% incasso totale imposta).

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17/08/2008










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