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Oggi voto finale per la Manovra a Montecitorio, poi si torna all'altra Camera

Il decreto sicurezza è legge

Ancora un piccolo passo in avanti. Dopo aver portato a casa il lodo Alfano il governo incassa un altro provvedimento.
Ieri mattina il Senato ha infatti approvato, con 161 voti a favore 120 contrari ed 8 astenuti (Udc), la conversione in legge del decreto sulla sicurezza accogliendo le modifiche apportate dalla Camera.

Scompare così la contestata norma blocca processi.
Il provvedimento contiene, invece, l'aggravante per i reati commessi dai clandestini, il rinvio dei processi meno importanti, fino a 18 mesi, per quelli relativi a reati coperti da indulto, cioè commessi entro il 2 maggio 2006 e saranno considerati prioritari i processi per reati di grave allarme sociale puniti con pena superiore a quattro anni.
Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha parlato di «svolta storica per la tutela e la sicurezza dei cittadini dopo l'impotenza della sinistra». Mentre l'opposizione ha attaccato il testo, soprattutto per l'aggravante di clandestinità.
Stamattina, invece, la Camera darà il via libera alla manovra d'estate. Quindi toccherà al Senato. I tempi continuano a essere strettissimi (il via libera definitivo deve arrivare entro la pausa estiva) e i senatori rischiano di avere solo una manciata di giorni per l'esame in commissione. Ieri, intanto, a Montecitorio è andato in scena il dibattito sugli ordini del giorno (quasi 300). Il governo, per evitare sorprese, ha scelto di accoglierne la maggioranza (trasformandoli in raccomandazioni). «In fondo - azzarda il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas - una speranza per il futuro non si nega a nessuno, perché negarla ad un ordine del giorno?».

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24/07/2008










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