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Giancarla Rondinelli Entro la fine del mese «entreranno in ...

Giancarla Rondinelli
Entro la fine del mese «entreranno in vigore quattro dei cinque provvedimenti del pacchetto sicurezza portati all'attenzione del primo Consiglio dei ministri, svoltosi a Napoli». E' soddisfatto Roberto Maroni, anche perché, l'importante risultato, per cui il ministro dell'Interno si è battuto sin dall'inizio del suo mandato, arriva dopo solo tre mesi dalla nascita dell'esecutivo nominato da Silvio Berlusconi.

«Questo è un record - si compiace Maroni - e dimostra che siamo il governo del fare». I provvedimenti che saranno portati in Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva sono: il decreto legge sulla sicurezza e i tre decreti legislativi in materia di ricongiungimento familiare, diritto d'asilo e soggiorno stabile dei cittadini comunitari.
Quale occasione migliore per Roberto Maroni, quella della presentazione del rapporto di Confcommercio sulla criminalità, per poter parlare di sicurezza? «Nei prossimi giorni - ha detto il ministro - convocherò il comitato nazionale ordine e sicurezza, per dare il via libera al piano di utilizzo di tremila militari per controllare il territorio». Una misura che, ha aggiunto, «tra l'altro consentirà di lasciare più liberi polizia e carabinieri per controllare il territorio e prevenire i reati comuni».
Davanti alla platea di Confcommercio, il ministro leghista ha, anche, sottolineato i maggiori poteri attribuiti ai sindaci in materia di sicurezza. «Finora i primi cittadini potevano emanare provvedimenti contingibili e urgenti solo in materia di incolumità pubblica (ad esempio per un edificio che sta per crollare), noi - ha spiegato - ora consentiamo loro di emanare provvedimenti anche contingibili e urgenti (l'aggiunta dell'anche significa che possono essere non provvisori) per la sicurezza urbana. I sindaci potranno così esercitare le funzioni per garantire l'ordine in città». Questa, secondo Maroni, «è la nuova frontiera della sicurezza, un modello federalista: chi meglio del sindaco conosce le esigenze del proprio territorio?».
L'esponente del Carroccio ha manifestato, inoltre, grande soddisfazione per il modo in cui è stata gestita la questione sicurezza, nonostante le decurtazioni annunciate: «Il Parlamento ha tagliato i tagli previsti per la sicurezza con un fondo di 400 milioni di euro, di cui 100 milioni per finanziare progetti per la sicurezza urbana. Abbiamo portato a casa una deroga al turnover, che non si applica al ministero dell'Interno e una deroga al taglio degli organici. Ma questo non basta ed è per questo che sto già mettendo mano a un piano di riorganizzazione del Viminale». Ma le novità non finiscono qui: «Intendo metter fuori dalle questure tutte quelle questioni che non riguardano strettamente i temi della sicurezza».
Altra novità: sulla criminalità organizzata verrà introdotta la norma che voleva Falcone sull'aggressione ai patrimoni mafiosi a prescindere dalla pericolosità del titolare. «Mentre fino ad oggi - ha detto Maroni - i beni andavano agli eredi se il mafioso moriva, ora «invece distinguiamo le due cose, e il bene mafioso prescinderà dal titolare». Ma, secondo il ministro, è fondamentale mettere a disposizione il bene che non deve essere lasciato a nessuno. Questo perchè «la mafia può sempre dire che è così forte da non far utilizzare il bene allo Stato».

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23/07/2008










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