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Anche il sindaco di Pescara è sotto inchiesta. Il centrosinistra non ha candidati

E l'Abruzzo cancella il Pd

SULMONA È un pezzo di ghiaccio l'avvocato Giuliano Milia. In tasca ha la lettera che cambia, con poche righe, il corso della politica regionale in Abruzzo. Sono i fogli, indirizzati al presidente del Consiglio regionale Marino Roselli, con cui il governatore dell'Abruzzo, Ottaviano Del Turco, lascia il suo incarico.

Ma il presidente si autosospende anche dal Partito Democratico con una lettera che, secondo indiscrezioni, non ha fatto tappa in Abruzzo, ma è arrivata direttamente a Roma, nelle mani del segretario del Pd Walter Veltroni.
Il doppio addio arriva dalla sala colloqui del carcere di Sulmona, nella quale il politico si trova da lunedì, con l'accusa di aver preso tangenti milionarie dal big della sanità Vincenzo Maria Angelini. Una decisione che sgombra il campo dalle voci, tante e contrastanti, su una sua possibile volontà di restare, una scelta che aveva già spaccato trasversalmente i suoi alleati. «Se ci sono responsabilità sono di natura personale e non collettive — scrive Del Turco — Voglio chiarire la mia posizione senza trascinare l'istituzione regionale in una vertenza giudiziaria». Immediatamente Roselli ha convocato una conferenza dei capigruppo per comunicare la determinazione raggiunta dall'ormai ex Governatore.
A seguire, per Del Turco, è l'ora degli attestati di solidarietà, come quello del senatore Giovanni Legnini: «Sono gesti di responsabilità da apprezzare, perché aiutano l'Abruzzo a individuare, senza divisioni e tentennamenti, il percorso che deve portare alle elezioni anticipate da tenere in tempi ragionevoli, presumibilmente entro l'autunno».
A decisione presa, per il centrosinistra abruzzese si apre una fase estremamente complessa. Niente più notte dei lunghi coltelli tra Del Turco e il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, segretario regionale del Pd, per una candidatura alla presidenza della Regione: tutti e due sono finiti sotto inchiesta e sono virtualmente fuori dai giochi, fatte salve complicate acrobazie, al momento anche difficili da ipotizzare. E con l'aria che tira sarà anche difficile trovare un kamikaze disposto ad affrontare un percorso completamente in salita per un traguardo difficile da raggiungere. Una candidatura di servizio, dunque. A meno che non sia un big a decidere di scendere in campo per salvare il salvabile: e quello potrebbe essere soltanto Franco Marini.
P.P.

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18/07/2008










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