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Il caso

E la Lega lancia l'Autorità sull'energia e sul nucleare

Il amplia i poteri dell'Autorità dell'energia. Con un «blitz» notturno la Camera ha approvato l'emendamento presentato dal deputato della Lega Maurizio Fugatti, che prevede la decadenza, entro 30 giorni dalla conversione in legge del decreto sulla manovra, di tutti i membri del collegio dell'Authority, compreso il presidente Alessandro Ortis (nella foto) in scadenza nel 2010.

L'obiettivo del governo è quello di contenere la spesa, ridimensionando il numero dei posti nel collegio di gestione dell'Authority da cinque a quattro (compreso il presidente). I vertici decadranno quindi un mese dopo la promulgazione della legge, ma, si legge nell'emendamento, «possono essere rinominati». «Le ragioni per cui abbiamo proposto la norma sono due: - spiega Fugatti - la necessità di procedere a risparmi di spesa e l'ampliamento delle competenze e delle funzioni dell'Autorità anche al nucleare».
Ma il provvedimento fa insorgere l'opposizione. «Il colpo di mano con cui la maggioranza tenta di azzerare l'Autorità rappresenta un grave attacco all'equilibrio istituzionale» tuona il ministro ombra del Welfare del Pd, Enrico Letta. Mentre Pierluigi Bersani accusa: «Le ragioni si possono ricavare dalla relazione che il presidente ha presentato due giorni fa a Montecitorio». Una relazione in cui Ortis metteva in guardia dagli effetti indesiderati in termini di rincari che la Robin Tax potrebbe avere sui consumatori.

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13/07/2008










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