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Laura Della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it «Per ...

Laura Della Pasqua
l.dellapasqua@iltempo.it
«Per raffreddare i prezzi dei generi alimentari bisognerebbe definire un accordo con la grande distribuzione e fissare un argine all'aumento dei prezzi. Quanto all'aumento del prezzo del petrolio, se i Paesi produttori fanno cartello perchè non lo può fare anche l'Europa?» Antonio Marzano, presidente del Cnel, si dice preoccupato per l'andamento dell'inflazione e avverte: bisogna intervenire subito con misure nel breve periodo ma anche di impatto di lungo termine.


Che scenari si aprono con questa spirale inflazionistica al rialzo?
«Noi siamo come inflazione tendenziale al 3,8% ma se la calcoliamo con il metodo europeo siamo al 4% che è lo stesso dato dell'inflazione media europea».
Quindi siamo in buona compagnia?
«No, ma significa che i nostri problemi sono quelli di tutta l'Europa».
Quali le cause?
«La responsabilità è dell'aumento del prezzo del petrolio anche se le tariffe sono salite di poco e poi dei rincari di alcuni beni alimentari cresciuti anche per effetto della domanda che proviene dai Paesi in rapido sviluppo come la Cina».
È l'effetto della globalizzazione?
«Proprio così. La globalizzazione ha tanti aspetti positivi però comporta anche che le economie nazionali ricevano dei contraccolpi che vengono da fuori».
Come intervenire?
«Una strada da percorre è quella di alleggerire la pressione fiscale sulle categorie più deboli come sta facendo il governo con la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione. Si può intervenire sulle accise. Un'altra via che io sperimentai durante il mio ministero, fu l'accordo con la grande distribuzione per mantenere i prezzi entro certi limiti. Allora funzionò».
Che tipo di accordo con la grande distribuzione?
«Si fissa una certa inflazione programmata e i prezzi si muovono in linea con quell'inflazione. Poi si potrebbero promuovere cooperative di consumatori. Se si organizzassero cooperative di dipendenti di comuni regioni e della pubblica amministrazione, queste potrebbero spuntare prezzi più bassi. Ma anche l'Europa deve agire».
In che modo?
«Come c'è il cartello dei Paesi produttori di petrolio perchè non fare un cartello dei consumatori? Questo significa che dovrebbe essere l'Europa nel suo complesso a condurre la trattativa sul prezzo del petrolio piuttosto che i singoli Stati. Poi bisognerebbe rivedere il sistema di contrattazione».
Ed è quanto stanno facendo sindacati e Confindustria.
«Va rivista la contrattazione nel senso che dove c'è maggiore produttività lì i salari devono essere più elevati. La produttività va incentivata riducendo i costi attraverso la creazione di quella rete di infrastrutture che il Paese si aspetta, tagliando gli sprechi della spesa pubblica e rendendo più facile la vita alle imprese con meno regole».
Tremonti ha colpito le compagnie petrolifere ma ora c'è il rischio che queste aumentino i prezzi, che ne pensa?
«In effetti il rischio di una traslazione c'è. Per questo bisognerebbe intervenire sulle accise e aumentare gli operatori sul mercato creando più concorrenza».

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01/07/2008










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