Renata Polverini dell'Ugl sottolinea la necessità di «disinnescare questa mina inflazionistica, a tutela di salari e pensioni» e l'urgenza di aprire un tavolo di confronto su prezzi e tariffe.
Confesercenti parla di «allarme rosso» e punta il dito sul caro-greggio: gli effetti più negativi «devono ancora arrivare», afferma l'associazione, stimando che con un barile di greggio a 200 dollari entro il 2008 l'inflazione salirebbe di un punto. L'Ufficio studi di Confcommercio sostiene che, senza una «consistente» riduzione del prezzo del petrolio sui mercati internazionali, è sempre più realistica la possibilità che si chiuda il 2008 con un tasso medio annuo di inflazione più prossimo al 4% che al 3%.
E con il caro-prezzi calano, intanto i consumi sulle tavole, con riduzioni record - evidenzia Coldiretti - nei primi tre mesi dell'anno per pane (-5,5%) e pasta (-2,5%). Il fatto che quasi la metà degli italiani (44%) non sia mai andata a cena fuori al ristorante in pizzeria o al bar nel mese di giugno mette in evidenza come anche le vacanze estive sono fortemente condizionate dall'aumento dei prezzi.
Vai alla homepage
01/07/2008