Molte le novità che
interesseranno dalle fasce più deboli della popolazione
(tipo lo sconto automatico sul prezzo dei carburanti o il
piano per l'edilizia popolare) ai grandi capitoli ancora
aperti come quello delle privatizzazioni (si parte con
Tirrenia), le liberalizzazioni (i servizi pubblici locali).
Ma ci saranno anche molti tagli (si è parlato
dell'abolizione delle province e delle comunità montane).
Novità anche per imprese e lavoro (per le prime si
eliminano, ad esempio, la tenuta del registro fornitori e
clienti) e le pensioni (salta, probabilmente con il
decreto, il divieto di cumulo tra redditi da pensione e
lavoro). Ecco alcune «aree» di intervento.
Tagli, da
ministeri a enti locali. Il grosso dei risparmi arriveranno
dalle autonomie locali: secondo le prime cifre diffuse
questi dovrebbero garantire 3,4 miliardi solo l'anno
prossimo e un miliardo verrebbe tagliato alla sanità. Si
«chiuderebbero» inoltre le comunità montane, le province
delle aree metropolitane e molti interventi minori
sarebbero a carico delle società a partecipazione pubblica
(gettoni di presenza, consulenze, ecc). Tagli anche per
ministeri (torna il metodo «Gordon Brown» con un tetto però
più mirato all'incremento delle spese) e pubblico impiego.
Redditi bassi e caro-petrolio. Da un nuovo piano di
edilizia popolare fino allo «sconto» che diventa automatico
per «sterilizzare» gli aumenti della benzina. Molti gli
interventi a favore dei redditi bassi insieme anche ad
interventi anti rincari per i settori colpiti dal
caro-petrolio come pesca e agricoltura. Arriva anche la
stretta su petrolieri, banche e assicurazioni (vale tra 2-3
miliardi), la famosa «Robin Hood tax» che servirà alla
«perequazione sociale». Più poteri sono in arrivo per Mr
Prezzi.
Privatizzazioni-liberalizzazioni-semplificazioni. Si
parte con Tirrenia che potrà cedere alle regioni le società
regionali. Altri interventi riguardano la Sace. Si studia
anche l'affidamento dei servizi pubblici locali o a spa
private individuate mediante gare pubbliche o a società a
partecipazione mista. Si parla anche di interventi sulla
rete delle farmacie e della vendita dei carburanti. Infine,
dalla vendita delle caserme dismesse nelle città il governo
punta a recuperare 4 miliardi. Tra le novità anche quella
sulla carta d'identità che potrebbe avere «vita» più lunga:
10 anni.
Lavoro, imprese e pensioni. Innanzitutto
salterebbe il divieto di cumulo tra redditi da lavoro e
assegno della pensione. L'intervento sarebbe contenuto nel
decreto. Per il lavoro arriva il «libro unico» per
semplificare la vita delle imprese che vedranno scomparire
anche la «tassa sulle bilance» e il libro
clienti-fornitori. Parte anche il progetto «aprire
un'impresa in un'ora». Altra novità riguarderebbe la legge
varata alla fine dello scorso anno per combattere il
fenomeno delle dimissioni in bianco che potrebbe essere
abrogata per decreto e si va verso un ritorno del lavoro a
chiamata: il cosidetto «job on call» (o lavoro
intermittente) previsto dalla legge Biagi.
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18/06/2008