Quanto all'ipotesi di
congresso anticipato, Veltroni frena i suoi e spiega che
l'assise si può convocare in autunno invece che nel 2009
solo se «fosse messa in discussione l'idea di fondo del Pd
e si volesse tornare a Ds, Dl e a 14 mila componenti,
allora sì si dovrebbe fare un congresso».
E infine
riguardo al rischio di scissione paventato da Famiglia
cristiana, assicura che «non c'è nessuna prospettiva di
questo tipo».
Veltroni sollecita tutte le forze del
centrosinistra europeo devono avere la forza e il coraggio
di mettere in atto una «profonda innovazione». Questa è la
sfida che tutto il centrosinistra europeo ha davanti a sè.
Il Pd ha già iniziato il suo percorso, «non so se è la
strada migliore, ma sono convinto che l'unica strada è
quella di una profonda innovazione».
Veltroni indica
anche la traccia da seguire, «senza presunzione», ma cita
l'esempio proprio del suo partito: «Il Pd sta fondendo
culture ed identità diverse», attraverso «un gigantesco
lavoro di sintesi che è la forza del centrosinistra. Noi
siamo un partito di centrosinistra e sentiamo il dovere di
dialogare con le forze che operano nel campo del
centrosinistra europeo». Un dialogo «sulla base della
propria identità».
Alla riunione era presente anche
Massimo D'Alema.
Intanto l'incontro tra Veltroni e
Rutelli ha segnato una tregua tra le anime del partito:
nessuna scissione in vista da parte degli ex Dl, ma nemmeno
un sì all'ingresso nel Pse. A una settimana dall'assemblea
costituente, resta ancora da sciogliere il nodo della
candidatura alla presidenza del partito, dopo le dimissioni
di Prodi e il «no grazie» di Franco Marini. Mentre Giorgio
Tonini non risparmia una puntura di spillo a D'Alema,
definendo la sua fondazione una «anomalia». E Arturo Parisi
afferma: «Vedo che l'idea di un Congresso che affronti
finalmente il tema della leadership del Pd unitamente a
quello della linea comincia a imporsi come una necessità».
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12/06/2008