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Forse già nel Consiglio dei ministri di venerdì verrà messo a punto un disegno di legge da presentare alle Camere

Intercettazioni, Alfano va avanti
Il ministro: «In Italia oltre centomila persone controllate nell'arco di un anno»

Il governo è deciso ad andare avanti speditamente sull'annunciato giro di vite sulle intercettazioni. Berlusconi cerca un compromesso che salvi l'impianto delle progetto di legge senza però strappi né con gli uni né con gli altri. Il Guardasigilli, Angelino Alfano, fa sapere che presto, forse già nel Cdm di venerdì, verrà messo a punto un disegno di legge da presentare alle Camere.

Parlando dei numeri degli spiati Alfano ha fornito alcune cifre significative: «In Italia oltre 100mila persone in un anno vengono intercettate, mentre negli Stati Uniti sono 1600 e in Francia circa 20 mila. Non so quale sia la passione telefonica di questi intercettati, ma se ciascuno fa 30 telefonate al giorno, 100mila per trenta fa tre milioni». Il ricorso alle intercettazioni, ha denunciato il ministro, «è in continua crescita e ha avuto un incremento del 50% dal 2003 al 2006». Ma sul provvedimento non c'è accordo nella maggioranza con la Lega che da due giorni sta mantenendo una posizione decisamente tiepida sulla questione. «Ho letto solo anticipazioni sui giornali - osserva il ministro dell'Interno Maroni -. Venerdì ci sarà il Consiglio dei ministri e vedrò il provvedimento. Poi saprò valutarlo».
La linea, insomma, per quanto riguarda il Carroccio è attendista. Toccherà al ministro Alfano fare un giro di consultazioni con gli alleati per trovare soluzioni condivise. Se Pdl e Lega stanno ancora cercando una «quadra» sulla questione, nemmeno l'opposizione per ora sembra avere una linea univoca. Infatti, da un lato il Pd apre al divieto di pubblicazione sui giornali, dall'altro l'Idv è durissima e annuncia che presenterà un referendum se il disegno di legge dovesse passare. Mentre l'Udc avverte: «Non bisogna passare dalla padella alla brace», insomma, sottolinea Pierferdinando Casini, «è giusto regolamentare ma non imbavagliare, ci vuole equilibrio».
«Le intercettazioni - sottolinea il leader dei democratici, Walter Veltroni - sono uno strumento fondamentale per contrastare ogni attività illegale ma non è accettabile che tutto questo finisca sui giornali». Insomma, aggiunge, «il magistrato ha il diritto di poter fare le intercettazioni ma poi ha il dovere di tenerle segrete». Diverso l'atteggiamento di Di Pietro, pronto a presentare un referendum abrogativo del ddl: «Le intercettazioni - attacca - stanno alla lotta alla criminalità come il bisturi sta al chirurgo in sala operatoria. Sono necessarie per curare il malato dal male». L'ex pm, quindi se la prende con l'atteggiamento «tentennante» dei democratici. Il Pd lavorerà in Parlamento per una «legge che abbia un equilibrio tra tutti i diritti coinvolti», è la replica dei democratici affidata al ministro «ombra» della Giustizia, Lanfranco Tenaglia.

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10/06/2008










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