Parlando dei
numeri degli spiati Alfano ha fornito alcune cifre
significative: «In Italia oltre 100mila persone in un anno
vengono intercettate, mentre negli Stati Uniti sono 1600 e
in Francia circa 20 mila. Non so quale sia la passione
telefonica di questi intercettati, ma se ciascuno fa 30
telefonate al giorno, 100mila per trenta fa tre milioni».
Il ricorso alle intercettazioni, ha denunciato il ministro,
«è in continua crescita e ha avuto un incremento del 50%
dal 2003 al 2006». Ma sul provvedimento non c'è accordo
nella maggioranza con la Lega che da due giorni sta
mantenendo una posizione decisamente tiepida sulla
questione. «Ho letto solo anticipazioni sui giornali -
osserva il ministro dell'Interno Maroni -. Venerdì ci sarà
il Consiglio dei ministri e vedrò il provvedimento. Poi
saprò valutarlo».
La linea, insomma, per quanto
riguarda il Carroccio è attendista. Toccherà al ministro
Alfano fare un giro di consultazioni con gli alleati per
trovare soluzioni condivise. Se Pdl e Lega stanno ancora
cercando una «quadra» sulla questione, nemmeno
l'opposizione per ora sembra avere una linea univoca.
Infatti, da un lato il Pd apre al divieto di pubblicazione
sui giornali, dall'altro l'Idv è durissima e annuncia che
presenterà un referendum se il disegno di legge dovesse
passare. Mentre l'Udc avverte: «Non bisogna passare dalla
padella alla brace», insomma, sottolinea Pierferdinando
Casini, «è giusto regolamentare ma non imbavagliare, ci
vuole equilibrio».
«Le intercettazioni - sottolinea il
leader dei democratici, Walter Veltroni - sono uno
strumento fondamentale per contrastare ogni attività
illegale ma non è accettabile che tutto questo finisca sui
giornali». Insomma, aggiunge, «il magistrato ha il diritto
di poter fare le intercettazioni ma poi ha il dovere di
tenerle segrete». Diverso l'atteggiamento di Di Pietro,
pronto a presentare un referendum abrogativo del ddl: «Le
intercettazioni - attacca - stanno alla lotta alla
criminalità come il bisturi sta al chirurgo in sala
operatoria. Sono necessarie per curare il malato dal male».
L'ex pm, quindi se la prende con l'atteggiamento
«tentennante» dei democratici. Il Pd lavorerà in Parlamento
per una «legge che abbia un equilibrio tra tutti i diritti
coinvolti», è la replica dei democratici affidata al
ministro «ombra» della Giustizia, Lanfranco Tenaglia.
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10/06/2008