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Il leader sindacale detta le condizioni: subito interventi sui prezzi, non come in passato

Ma la Cgil mette i paletti

La Cgil fa la voce grossa sui contratti e dopo aver abbandonato il tavolo sul pubblico impiego ieri ha lanciato un ultimatum al governo: Berlusconi ci ascolti o il dialogo salterà.
Dal palco della Conferenza organizzativa, il leader Epifani ha dettato le sue condizioni: «Costruiamo obiettivi possibili perchè solo così il paese può uscire dai suoi problemi e recuperare il terreno perso in questi anni.

Se si vorrà davvero dialogare con il sindacato, si abbia volontà e capacità di ascolto, perchè in caso contrario il dialogo non può funzionare prima o poi finirà». Il che significa: «Patti chiari e amicizia lunga». Epifani chiede al governo di intervenire subito sui prezzi. Il precedente governo Berlusconi, ha detto il sindacalista, «lasciò correre i prezzi e inflazione. Oggi questo non si può nè si deve ripetere». Anche perchè «se si combinano assieme pressione al ribasso sui salari e rialzo dei prezzi la miscela sociale diventa difficile da gestire». Quindi, ha ribadito Epifani «il paese non ha bisogno di annunci ad effetto ma di risposte solide». Epifani ha dato la sua apertura di credito al nuovo leader della Confindustria, Marcegaglia «interlocutore serio e rigoroso». Ma non ha evitato la risposta del direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta: «È un errore abbandonare il tavolo di trattativa, non si va nella direzione giusta. Ci auguriamo che sia un episodio da riassorbire». Alberto Tripi di Confindustria difende ilpiano di Brunetta: «È un salto di qualità».

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30/05/2008










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