Una proposta che cade
peraltro proprio nel giorno in cui la Fondazione
DeBenedetti rende noto che i politici italiani sono i più
pagati (e i meno preparati) dell'intero occidente.
Lo
stop di Fini alla «settimana cortissima» dei parlamentari
ottiene un coro di sì a Montecitorio nella maggioranza come
nella opposizione. Ed è facile prevedere, viste le prime
reazioni dei senatori, che anche il Senato dovrà tenerne
conto.
«La politica - chiarisce Fini - deve anche
avere dei costi se vuole essere veramente efficace. Il
problema, il vero costo che produce la "casta" è quello
della improduttività». Il Pdl accoglie entusiasta la
proposta di Fini. «Ha perfettamente ragione. Il Parlamento
deve produrre di più se vuole dare un chiaro segnale
anti-casta», dice Italo Bocchino, capogruppo vicario alla
Camera. «Visto che lavoro di mio già dal lunedì al sabato -
sostiene Roberto Giachetti del Pd - la proposta di Fini non
solo non mi crea alcun problema ma, anzi, mi fa solo
piacere. In teoria il lavoro d'Aula e delle commissioni
dovrebbe andare dal lunedì al giovedì, per cui mi sta bene.
E il Senato? I capigruppo di Pd e Pdl si dicono d'accordo
con Fini. «Si tratta di una proposta che va valutata anche
da noi», dice il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri. Io,
dice la capogruppo democratica Anna Finocchiaro, avevo
proposto nella scorsa legislatura una diversa
organizzazione del lavoro quindi ben venga lavorare per
cinque giorni.
Vai alla homepage
26/05/2008