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Il casoIl presidente della Camera: «Basta settimana cortissima». Gasparri: «Si estenda la proposta anche al Senato»

Fini: «E ora si lavori di più». Anche il Pd è d'accordo

«I parlamentari devono essere presenti e lavorare dal lunedì al venerdì, non tre giorni alla settimana» come attualmente avviene. La prima intervista da presidente della Camera di Gianfranco Fini è in gran parte dedicata alla produttività del Parlamento.

Una proposta che cade peraltro proprio nel giorno in cui la Fondazione DeBenedetti rende noto che i politici italiani sono i più pagati (e i meno preparati) dell'intero occidente.
Lo stop di Fini alla «settimana cortissima» dei parlamentari ottiene un coro di sì a Montecitorio nella maggioranza come nella opposizione. Ed è facile prevedere, viste le prime reazioni dei senatori, che anche il Senato dovrà tenerne conto.
«La politica - chiarisce Fini - deve anche avere dei costi se vuole essere veramente efficace. Il problema, il vero costo che produce la "casta" è quello della improduttività». Il Pdl accoglie entusiasta la proposta di Fini. «Ha perfettamente ragione. Il Parlamento deve produrre di più se vuole dare un chiaro segnale anti-casta», dice Italo Bocchino, capogruppo vicario alla Camera. «Visto che lavoro di mio già dal lunedì al sabato - sostiene Roberto Giachetti del Pd - la proposta di Fini non solo non mi crea alcun problema ma, anzi, mi fa solo piacere. In teoria il lavoro d'Aula e delle commissioni dovrebbe andare dal lunedì al giovedì, per cui mi sta bene. E il Senato? I capigruppo di Pd e Pdl si dicono d'accordo con Fini. «Si tratta di una proposta che va valutata anche da noi», dice il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri. Io, dice la capogruppo democratica Anna Finocchiaro, avevo proposto nella scorsa legislatura una diversa organizzazione del lavoro quindi ben venga lavorare per cinque giorni.

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26/05/2008










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