Ai tre imputati comparsi ieri mattina davanti al
tribunale di Napoli per il procedimento per direttissima,
il rappresentante dell'accusa oltre ai reati di resistenza
a pubblico ufficiale e lesioni ha contestato l'aggravante
prevista dall'articolo 339 del codice penale («Se la
violenza o la minaccia è commessa da più di cinque persone
riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di
una di esse, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso
di armi, la pena è della reclusione da tre a quindici
anni»). Il pm, nella requisitoria, si è soffermato sulla
folta partecipazione da parte di centinaia di persone alla
protesta degenerata ieri sera negli scontri con le forze
dell'ordine. «È stata una vera e propria guerriglia» che ha
coinvolto «la popolazione residente e le forze
dell'ordine», ha osservato il pm per il quale non vi è
«nessuna giustificazione a una aggressività individuale e
collettiva».
Una tesi contrastata dai legali della
difesa, gli avvocati Annalisa Senese e Rosario Marsico che
hanno chiesto la scarcerazione dei tre manifestanti, i
quali hanno tutti respinto le accuse.
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25/05/2008