Meglio andarci cauti
«con le centrali nucleari, anche se sono di nuova
generazione».
Professore ne fa una questione di
sicurezza?
«Certo che no. Quelle di nuova generazione
sono centrali sicure».
Si spieghi.
«In caso di
incidenti si spengono. Il reattore si bloccherebbe al
minimo pericolo. Un episodio come Chernobyl non ricapiterà.
Il problema può essere dato dalle scorie, ma si sta
studiando un metodo per utilizzarle nell'alimentazione
della centrale stessa».
Appurato che sono sicure, dove
le costruirle?
«L'Italia è un Paese grande, posti
deserti dove costruire centrali ci sarebbero ma nessuno le
vuole. Dunque le rispondo che in Italia non abbiamo spazio
per le centrali».
Quindi non c'è modo per convincere
gli italiani a produrre energia nucleare?
«Vede, fino a
ieri l'altro si diceva la stessa identica cosa per le
discariche. Poi con quest'ultimo intervento del governo le
cose sono cambiate. Ma se per le discariche ci sono voluti
quattordici anni di emergenza, la svolta nel campo
dell'atomo arriverà solo quando assisteremo a 5 o 6
black-out come quello del 2003».
Ma l'Italia 21 anni fa
un programma nucleare lo aveva.
«Mi faccia togliere un
sassolino dalla scarpa».
Prego.
«Guardi che noi nel
nucleare non eravamo mai entrati, perché il nucleare ha
senso se si fa una filiera. Noi abbiamo fatto partire il
programma con una sola centrale ed è stato un fallimento.
Capisce perché questa proposta mi spaventa? Senza una
filiera rischiamo di fare un bagno di sangue in termini di
risorse finanziarie. E le dico un'altra cosa».
Cosa?
«Chi è entrato nel nucleare non riesce più a uscirne
perché costa troppo farlo. Quando qualche anno fa Blair
annunciò di smantellare le centrali capì che togliere tutto
costava alla Gran Bretagna 100 miliardi di euro. Per questo
dico all'Italia che ne è già uscita: attenzione a
rientrare».
Quindi lei è per il nucleare o no?
«Io
prediligo il carbone perché è il combustibile del
termoelettrico. Inquina molto, ma ci sono soluzioni per
diminuire le emissioni di Co2. È un progetto fattibile.
Inoltre in tutto il mondo stanno facendo centrali a
carbone, a iniziare dalla Germania e dalla Cina».
Le
energie rinnovabili?
«Insistiamo anche su questo
fronte. Ma noi abbiamo bisogno di troppa energia e il sole
fornisce energia dispersa: a noi serve energia
concentrata».
Intanto il ministro ha detto che il
nucleare si farà. Cosa ci serve?
«Quattro condizioni:
esperienza e tecnologia che abbiamo. I soldi che abbiamo.
La volontà, e qui inizio ad avere dubbi. Infine bisogna
essere un sistema-Paese: noi non lo siamo».
Professore
quanto tempo ci vuole per costruire una centrale?
«Sono
tempi molto lunghi. Se saremo bravi, ma molto bravi,
possiamo farcela in 3 o 4 anni. Ma tenga presente che in
Finlandia si prevedevano questi tempi, poi si è arrivati a
7 anni di lavoro per una centrale».
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23/05/2008