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l'intervista

Bocchino (Pdl): «Sinistra senza alibi dica sì al pacchetto»

È nato nella zona aversana, a cavallo delle provincie di Napoli e Caserta. E conosce il cinema non solo per esserne un grande amante ma anche perché sua moglie è una produttrice cinematografica.

Cinema Barnoe, Melito (NA) Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, non si meraviglia davanti al fatto che nella sala di Melito il pubblico tifi per un clan piuttosto che per l'altro alla visione di Gomorra: «C'era da aspettarselo».
Onorevole, ha visto il film?
«Sì».
Le è piaciuto?
«Non mi ha fatto impazzire».
Perché?
«Troppo lento, troppo lungo. Un buon prodotto, una giusta trasposizione del libro, ben documentato ma un po' romanzato».
Addirittura romanzato?
«Be', un romanzo è normale che sia romanzato. Ma ciò nulla toglie al fatto che sia il film che il libro pongono alcune questioni fondamentali».
Quali?
«Anzitutto l'assenza di una coscienza collettiva anticamorra. Per questo non mi meraviglia la reazione nella sala di Melito».
Berlusconi a Napoli ha dato una prima risposta.
«Non c'è dubbio. Ha riaffermato la presenza dello Stato. E ha varato un provvedimento di grande importanza. Bisogna spezzare gli intrecci economici tra rifiuti e camorra».
Intanto però l'azione del premier sembra aver rimesso in gioco Bassolino che è il principale responsabile di questa situazione dei rifiuti?
«Lui e la Iervolino si sono messi sotto il suo ombrello nella speranza di inserirsi nella sua scia. Ora però ciò che conta è risolvere il problema».
Perché il centrodestra non è riuscito a trovare un'alternativa in Campania. Anche lei c'ha provato...
«Era un'altra fase storica, la fase in cui il centrosinistra stava crescendo. Ora siamo noi in grande espansione, in Campania si può vincere se si voterà l'anno prossimo. Però voglio sottolineare un aspetto determinante».
Quale, onorevole?
«È ovvio che ci si divida, soprattutto nelle battaglie elettorali. Ma ci sono altre battaglie sulle quali credo non ci si possa separare. Penso alla sicurezza. Davvero non capisco come la sinistra possa votare no al pacchetto varato dal governo».
Lei ha rivolto anche un appello all'opposizione.
«Non lo considero neanche un appello. Mi sembra una constatazione ovvia. Come si fa ad essere contro misure che puntano a rendere il Paese più sicuro. Come anche sarebbe incomprensibile che l'opposizione votasse contro la cancellazione dell'Ici o la detassazione degli straordinari. Sarebbe l'annullamento di tutto ciò che si è detto in campagna elettorale».
Quando ha proposto all'opposizione di votare assieme non pare che nel centrosinistra ci sia stato molto entusiasmo...
«Dissero che dovevano prima leggere i testi. Da domani lo possono fare, lo facciano. Non ci sono più alibi».
F. d. O.

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Fabrizio dell'Orefice, inviato a Napoli

23/05/2008










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