I
carabineri del comando provinciale di Napoli guidati dal
colonnello Gaetano Maruccia lo tenevano d'occhio da tempo.
«Pochi ma buoni», militari dell'Arma lo hanno intercettato
mentre stava per ricoverarsi a causa di problemi cardiaci.
Con lui la sua compagna, l'autista e una guardia giurata
che faceva da guardiaspalle.
Guido Abbinante si era
prenotato per le analisi con il nome di Costantino
Castaldo. Ricercato da tempo non si era mai spostato dalla
sua zona, Secondigliano. Era lì che Guido Abbinante viveva,
protetto dal suo clan. Una «cattura sofferta», l'ha
definita il comandate provinciale Gaetano Maruccia. Lo
scorso dicembre era sfuggito a un blitz contro il suo clan
nella zona di Marano. Secondo Franco Roberti, procuratore
aggiunto della Repubblica di Napoli e coordinatore della
Direzione distrettuale antimafia, «quella di Abbinante è
una cattura importantissima, veramente fondamentale nella
strategia di contrasto che stiamo attuando contro il clan
degli scissionisti di Scampia perchè aveva un ruolo di
primissimo piano nel gruppo criminale».
Abbinante
condannato a 18 anni di carcere in primo grado per droga,
agli inizi del 2007 fu scarcerato per decorrenza termini.
Poi, dopo le rivelazioni di un pentito contro di lui, fu
spiccato un ordine di cattura per omicidio ma sfuggì
all'arresto.
Guido Abbinante è considerato il boss del
cartello di Secondigliano e Marano e controlla il traffico
di stupefacenti e del gioco d'azzardo.
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19/05/2008