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Parla il presidente Corrado Sforza Fogliani

Confedilizia: «Aboliamo la tassa ma senza fare giustizialismo»

«Ogni imposta che scompare è una speranza che si apre. Ma è importante che l'abolizione dell'Ici sulla prima casa avvenga sulla base di una visione emancipata da arretrate incrostazioni giustizialiste». Lo ha affermato il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani.

Queste, ha aggiunto, «finirebbero per far venir meno l'effetto innovativo che la riforma deve avere, per rimettere in moto la macchina della fiducia: quello di prendere di petto, sia pure gradualmente e cominciando appunto dalla prima casa, un'imposta in sé iniqua perché progressivamente espropriativa».
L'Ici vale complessivamente - secondo calcoli concordanti sia dell'associazione dei Comuni che della Confedilizia - circa 10 miliardi di euro l'anno e l'imposta relativa alla sola prima casa vale circa 2,3 mld. A questo importo deve essere dunque sottratto il nuovo sgravio - che secondo quanto indicato nella Finanziaria costa poco più di 800 milioni di euro - già a carico dello Stato. I Comuni riceveranno dalle casse centrali l'equivalente di questo sconto e dunque per loro il gettito resta di oltre 2 mld. Quest'anno a pagare l'Ici sulla prima casa resterebbero dunque tra il 60 e il 70% dei proprietari di abitazione, dal momento che la nuova detrazione arriva fino a 200 euro e in molti piccoli Comuni questa cifra è spesso superiore alla tassa che solitamente veniva pagata in un anno per un'abitazione media.

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15/05/2008










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