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Il caso

Piscitello se ne va davvero: «È un partito stalinista»

Nato con l'aspirazione di innovare la politica, il Pd è invece l'emblema del vecchio «con un gruppo dirigente chiuso, litigioso, arroccato nella difesa del proprio interesse e incapace persino di ammettere la grave sconfitta elettorale».

Dopo averci riflettuto su qualche settimana, Rino Piscitello, deputato da sempre sostenitore del progetto, lascia il Pd. Esce appellandosi agli scontenti e invitandoli a proseguire l'azione politica in un'associazione che «coinvolga tutti coloro che, con una provenienza di centrosinistra, ritengano che nei prossimi anni sia necessario un forte impegno bipartisan per lo sviluppo della Sicilia». La sconfitta alle elezioni regionali è uno degli elementi che ha convinto Piscitello a farsi da parte. «La cocente disfatta elettorale di Anna Finocchiaro ed il pessimo risultato ottenuto dal Pd non hanno determinato alcuna dimissione dei dirigenti regionali e neanche una sola riunione regionale per fare un'analisi approfondita del voto e discutere delle inversioni di rotta necessarie per affrontare le imminenti elezioni amministrative. Chi, come il sottoscritto, lo ha fatto rilevare è stato insultato e trattato da traditore, come nelle migliori tradizioni staliniste».

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14/05/2008










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