Anzi, dal suo ufficio di vicepresidente della
Camera al primo piano di Palazzo Montecitorio, incalza:
«Smettiamola di pensare che certi principi possano essere
difesi solo dando poltrone ai cattolici».
Però in molti
sono rimasti delusi.
«La sfida del Pdl è proprio quella
di dire che ci sono ideali e valori che sono patrimonio di
tutti. E il nostro programma, che pone al centro di tutto
la persona, ne è la dimostrazione».
Intanto è arrivato
l'affondo di Benedetto XVI.
«Non si tratta di un
affondo, ma di un richiamo alle istituzioni affinché
difendano la vita. Il Santo Padre ha richiamato dei
principi non negoziabili lasciando a noi la libertà e la
responsabilità di declinarli con azioni legislative. Mi
sembra una posizione molto laica».
Pannella ha definito
le sue parole «una bestemmia contro la verità».
«Pannella come sempre straparla. La verità è che le
parole di Benedetto XVI ci spingono a domandarci se stiamo
facendo veramente tutto il possibile per difendere e
sostenere concretamente la vita. È la stessa preoccupazioni
del presidente Napolitano».
Ne è proprio sicuro?
«Il Capo dello Stato, sicuramente con altre parole, ha
chiesto alle istituzioni di sostenere la vita eliminando
quei problemi che spingono molte donne verso la scelta
drammatica dell'aborto».
Ma Napolitano non ha citato la
legge 194, il Papa sì.
«La prima responsabilità della
politica è creare le condizioni affinché la vita possa
essere accolta. Questo è lo spirito dell'articolo 1 della
legge 194 che, troppo spesso, viene disatteso».
Quindi
non metterete mano alla legge?
«Nessuno vuole riaprire
guerre di religione, non serve. Ciò nonostante trovo
giusto, a distanza di anni, verificare se la legge è ancora
attuale, se non occorra migliorarla e, magari, pensare ad
altri interventi per sostenere la famiglia e la difesa
della vita».
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13/05/2008