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«Aiutate chi vuole i figli»

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risponde alla giovane precaria napoletana che nei giorni scorsi aveva espresso al Quirinale, con una lettera aperta al quotidiano La Repubblica, la volontà di interrompere la gravidanza per mancanza di mezzi economici.

Sandra, questo il nome di fantasia della donna, era e continua a essere, infatti, una precaria così come il marito. Il clamore che ne è seguito ha spinto la donna a fare marcia indietro il 3 maggio scorso con una nuova missiva allo stesso quotidiano. Ieri è invece arrivata la risposta del capo dello stato che ha preso l'esempio di Sandra per stimolare il parlamento e il governo ad approvare misure legislative a sostegno delle famiglie e delle donne. «La risposta alle inquietudini che lei esprime, come tanti delle generazioni più giovani, non può che essere nell'impegno delle istituzioni e della società a favore di una missione essenziale qual è quella sancita dalla Costituzione di mantenere, istruire ed educare i figli».
Nella lettera il Capo dello Stato chiede al Parlamento un rinnovato impegno sulle politiche della famiglia. «Con misure volte - precisa - ad elevare il tasso di occupazione femminile, a conciliare la vita familiare e la vita lavorativa, a sviluppare azioni di assistenza sul territorio, a favorire una complessiva crescita del sistema nazionale dei servizi socio-educativi per l'infanzia per dare risposte concrete ai bisogni e alle speranze che interrogano la nostra coscienza e la nostra responsabilità». «Sono ben consapevole - ha aggiunto Napolitano - e me ne sono fatto interprete in diverse occasioni pubbliche, che condizioni di incertezza del lavoro e di inadeguatezza delle retribuzioni inducono ad affrontare con preoccupazione e timore le scelte fondamentali della vita».
Sandra ha, sempre attraverso il quotidiano, ringraziato il capo dello stato per la «bella lettera: è importante che queste cose le dica lui», però «mi chiedo - chi lo ascolterà, darà retta a questa esortazione?».
Nei fatti il richiamo del Colle ha ricevuto una risposta bipartisan. Innanzitutto il governo. «Da Ministro dei Giovani è mio dovere raccogliere l'appello del Presidente Napolitano affinché mettere al mondo un figlio torni ad essere una libera scelta e non un sacrificio» ha spiegato il ministro delle politiche giovanili, Giorgia Meloni. Dello stesso tenore le dichiarazioni del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna: «Le parole del presidente Napolitano rappresentano la bozza programmatica del mio impegno alla guida del ministero per le Pari Opportunità». Non è mancata l'apertura dell'opposizione. «Non deve più accadere che una giovane donna rinunci alla maternità per ragioni economiche» ha affermato Vittoria Franco (Pd) e ministro ombra per le pari opportunità.

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12/05/2008










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