Siamo alla
vigilia dell'apertura del salone sulla Pubblica
Amministrazione e Brunetta battezza il tavolo di lavoro dei
suoi collaboratori, dove si incontrano per la prima volta i
vertici ministeriali e i collaboratori che il ministro si
porta da fuori.
C'è uno strano clima nella stanza, in
cui eccezionalmente si trova anche il cronista de Il Tempo.
Tutti cercano di fare bella figura agli occhi del ministro,
anche perché nei prossimi giorni proprio lui dovrà definire
gli incarchi del suo Gabinetto. Brunetta è sul lato corto
del tavolone, camicia azzurra sbottonata e maniche
arrotolate al gomito. Parla per primo e spiega la sua
filosofia che è semplice: occorre dare segni concreti di
svolta e farlo presto. Inizia il giro di tavolo. Carta
d'identità elettronica, comunicazione VoIP per tutta la
Pubblica Amministrazione, numeri verdi e call center,
sistemi di valutazione dei dirigenti. Gli argomenti sono
tanti e tutti intervengono in modo sintetico ma
appassionato. Il ministro tormenta il suo i-phone,
telefonino «cult» del momento. A volte risponde, quasi
sempre lascia squillare (la suoneria è stata tolta,
l'i-phone si illumina soltanto con somma eleganza). Chiosa
gli interventi, puntualizza e chiede chiarimenti con tono
garbato ma fermo: in fondo è ministro e pure professore. Si
innervosisce solo quando un telefonino squilla
insistentemente: un collaboratore l'ha appena ricevuto dal
ministero e non sa come spegnerlo. Apprendiamo così che per
l'anno prossimo la carta d'identità elettronica dovrebbe
decollarre (già se ne parlava nel 2001 però), ma c'è anche
chi dice che quella carta nasce già vecchia: nessuno è
finora riuscito a proporre una carta unica, che metta
insieme tutti i documenti della Repubblica (patente,
tessera sanitaria, etc.).
Al tavolo c'è voglia di fare
e il ministro vuole trasmettere entusiasmo. Ma al tavolo
c'è anche tutta quella saggezza «ministeriale» che in dosi
inopportune sconfina nell'immobilismo. O nel suo parente
più stretto che è l'attenziona spasmodica agli aspetti
formali (e non sostanziali) di questa o quella legge.
Sul tavolo ci sono i giornali con le interviste di
ieri. «Via i fannulloni» titola Libero. Feltri elogia
Brunetta, che nella riunione chiede ripetutamente la
predisposizione di un'agenda dei provvedimenti in cantiere.
La buona volontà è tanta, la si potrebbe tagliare a fette
con un coltello. Di fronte c'è la muraglia delle regole,
delle leggi, delle scartoffie. Nessuno al tavolo mostra di
apprezzare la smisurata passione delle nostre burocrazie
verso le procedure barocche e le decisioni da rinviare. Il
ministro pare voglioso di gettarsi nella mischia, di
provare a lasciare un segno. Lui, feroce avversario del
centro-sinistra in mille battaglie televisive, dice anche
che vuole organizzare una riunione con Linda Lanzillotta,
ex ministro di Romano Prodi. Segno di fair play e buona
volontà, forse anche il bisogno di qualche consiglio buono.
Alle 11.00 la riunione finisce. Il ministro è
soddisfatto. Comunque vada, non sarà una passeggiata.
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11/05/2008