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Il giorno dei caduti nello stato ebraico

Sirene nel silenzio per ricordare chi ha sacrificato la vita

GERUSALEMME La mestizia precede la festa. Da ieri sera, per 24 ore, è giorno di lutto in ricordo dei caduti di guerra e delle vittime del terrorismo; oggi, dal tramonto fino alla sera successiva, sarà festa per l'Indipendenza, ci saranno spettacoli pirotecnici, danze e canti.


Quest' anno però la ricorrenza assume un rilievo particolare poichè marca il sessantesimo anno di vita del rinato stato ebraico dopo duemila anni e per l'occasione i festeggiamenti, le cerimonie e le manifestazioni organizzate dallo stato o frutto di iniziative locali avranno un rilievo del tutto particolare. Non però in seno alla minoranza araba del paese che in lutto ricorderà invece la Naqba (disastro), cioè l'esodo di circa 700 mila palestinesi del 1948 dalla loro terra durante il primo conflitto israelo-arabo.
Da ieri Israele si è chiusa nel suo dolore e onora i 22.437 soldati caduti nelle sue guerre e altri 1.634, tra civili e militari, uccisi in operazioni terroristiche. Il giorno dei caduti, forse ancor più di quello della Shoah, ricordato una settimana prima, è intensamente avvertito dalla popolazione. Sono decine di migliaia le famiglie che hanno avuto un parente ucciso, ferito o rimasto permanentemente invalido. Le celebrazioni si sono aperte ieri, con una solenne cerimonia a Gerusalemme davanti al Muro del Pianto, durante la quale la bandiera è scesa a mezz'asta, in presenza delle massime cariche dello stato.
Oggi, alle 10 della mattina (le 9 in Italia) le sirene suoneranno per due minuti in tutto Israele e in questo lasso di tempo i passanti se fermeranno a capo chino, il traffico automobilistico si arresterà e tutte le attività lavorative si interromperanno.

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07/05/2008










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