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Pdl, cacciato chi fa troppe assenze

In pratica s'è costituito il primo organismo dirigente del Popolo delle Libertà, il nuovo partito comincia a muovere i primi passi. E fissa anche le sue nuove regole interne, con il regolamento del gruppo alla Camera (quello al Senato è in linea) si delimitano anche i campi e le funzioni tra capogruppo e vicario che risultano sostanzialmente equiparati.
I nuovi gruppi saranno composti da deputati e senatori iscritti che daranno vita all'Assemblea generale, dal presidente, dal vicario, dal Comitato direttivo e dal Collegio dei revisori dei conti. Ogni gruppo, si legge nel regolamento, potrà organizzarsi in Comitati di lavoro e ogni carica sarà incompatibile con quelle di ministro, viceministro e sottosegretario.


Le deliberazioni saranno prese dall'Assemblea, ma se c'è urgenza potrà intervenire il Comitato direttivo con decisioni che dovranno essere ratificate entro 8 giorni. Questo Comitato sarà formato da presidente, vicario, vicepresidenti, tesoriere e membri nominati o eletti dall'Assemblea generale. Il 50% del Comitato sarà nominato dal presidente, d'intesa con il vicario, e avrà il compito di designare i componenti di Giunte e commissioni e relativi capigruppo.
Ogni «candidato-presidente» dovrà collegarsi ad un «candidato-vicario». E il voto in favore del primo dovrà intendersi espresso anche a favore del secondo.


Presidente, vicario, Comitato direttivo e Collegio dei revisori saranno eletti e nominati all'inizio della legislatura e potranno essere rinnovati a metà incarico. Il presidente, d'intesa con il vicario, conferisce all'interno del Comitato direttivo gli incarichi di vicepresidenti e tesoriere. E potrà affidare ulteriori compiti ai singoli componenti.
Il presidente rappresenta il gruppo e, coadiuvato dal vicario e dal Comitato direttivo, ne promuove l'azione curando che «si svolga in modo unitario e disciplinato in tutta l'attività parlamentare; coordina gli interventi nelle discussioni, prende visione preventiva di interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, nonchè pdl ed emendamenti particolarmente importanti. Il presidente potrà delegare parte delle sue funzioni al vicario e, d'intesa con questo, ai vicepresidenti. Il vicario avrà a disposizione personale e risorse finanziarie.


Nel «decalogo» c'è anche un giro di vite per gli assenteisti: i capigruppo di commissione dovranno fare rapporto su presenti e assenti, mentre il Direttivo li controllerà in Aula. Per gli «inadempienti» scatteranno sanzioni come il richiamo orale e scritto. E se le assenze supereranno il 30% si potrà essere esclusi dagli incarichi; con il 50% si potrà essere «fatti fuori» dalle liste elettorali. Ma sono previste anche sospensione dal gruppo e trattenuta dallo stipendio.
Il tesoriere relazionerà costantemente a presidente, vicario e revisori sulla situazione finanziaria. E i primi due designeranno «le candidature per le cariche la cui elezione spetta alla Camera». Le modifiche al regolamento, se proposte dal presidente d'intesa con il vicario, sono deliberate a maggioranza. Gli incarichi nel direttivo e di vicepresidenti e revisori saranno attribuiti attraverso nomina con atto concordato fra presidente e vicario.

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