«Ho trovato strampalato un titolo di un
quotidiano — ha detto la Bonino — che dice "I radicali
pronti a tradire Veltroni". È un titolo che ho trovato
esasperante, perché nonostante il nostro procedere, sempre
limpido, ci viene attribuita chissà quale volontà di
tradimento che semplicemente non esiste. Si rivolgano a Di
Pietro, se hanno voglia di fare titoli di questo tipo.
Quello che mi esaspera è che sappiamo tutti che i titoli si
leggono molto più degli articoli». Quanto al rapporto tra
sinistra e Radicali, il ministro ha spiegato: «Per me la
vicenda si può vedere in questi termini: in qualche modo il
nostro rapporto politico con il Pd si è, tra virgolette,
normalizzato, e non poteva essere diversamente. Dobbiamo
affrontare ora una vita parlamentare, e aver trovato la
formula e la forma che rispecchia esattamente la realtà,
cioè una delegazione di radicali nel gruppo del Pd, è una
buona notizia, che corrisponde alla realtà e alla lealtà
dei nostri comportamenti». «Il rapporto con il Pd — ha
proseguito Bonino — ha grandi zone di convergenza in molti
settori, e dall'altra parte c'è questa nostra peculiarità:
siamo il primo soggetto politico che dopo il diluvio
elettorale affronta un grande dibattito aperto, alla luce
del sole, che ha portato a confrontarsi personaggi vari,
dagli esclusi ai non esclusi». «A me — ha concluso —
Chianciano non è parsa come l'appello ai desaparecidos,
quanto un appello a liberali, laici, socialisti, radicali,
chi dentro e chi fuori dalle istituzioni, in un tentativo
di aggregazione di chi non ha rappresentanza parlamentare».
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06/05/2008