A meno di 24
ore dalla nota ufficiale diffusa dalla Farnesina - per
bloccare sul nascere la polemica con la Libia che aveva
cercato di mettere bocca sulla formazione del nuovo Governo
ponendo dei diktat sull'esponente del Carroccio - Massimo
D'Alema torna sul «caso Calderoli» durante la trasmissione
«In mezz'ora» su Raitre. Esibendo in tv quella maglietta
Calderoli «innescò una catena di reazioni molto negativa:
speriamo che l'esperienza serva per evitare il ripetersi
degli stessi errori», è l'auspicio espresso dal ministro
degli Esteri uscente riferendosi al prossimo governo
Berlusconi. È ancora fresca la memoria del feroce assalto
del Consolato d'Italia a Bengasi - una rappresaglia al
gesto antimusulmano del ministro leghista - che lasciò sul
terreno 11 morti e decine di feriti. Pronto a subentrargli
alla guida della Farnesina, Franco Frattini, attuale vice
presidente della Commissione europea, si allinea con il
D'Alema istituzionale e dichiara che il dialogo tra popoli
è al primo posto, ma «il rispetto delle decisioni di chi è
investito del Governo dal proprio popolo è un pilastro
della democrazia interna ed istituzionale».
E il
direttore dell'emittente araba Al Arabiya, Nabil Khatib,
dice: «È sempre preoccupante quando viene dato un incarico
ufficiale ad un politico che non mostra alcun rispetto per
le culture e credenze altrui».
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05/05/2008