Appassionato di
cultura romana, Boris ha condotto un programma tv sulla
storia di Roma antica. Fa spesso ricorso a frasi latine nei
suoi discorsi e ricorda Robin Williams nel film Carpe diem.
Presentatore di quiz televisivi e direttore di riviste,
Boris Johnson è una celebrità nel Regno Unito, prima ancora
che un deputato, e questo grazie alla sua costante presenza
sulla stampa popolare. Spesso per i motivi sbagliati. Come
quando fu accusato di aver rubato un umidificatore di
sigari appartenuto a Tareq Aziz e trovato tra le macerie
durante un viaggio in Iraq.
Dandy con i capelli
arruffati, ha registrato un record anche su you tube: la
sua testata stile Zidane a un collega tedesco durante una
partita di calcio è il video più cliccato. Direttore della
rivista Spectator, dovette fare le sue scuse ufficiali per
un editoriale in cui aveva criticato la città di Liverpool
per il dolore espresso per la morte di Ken Bigley, un
ostaggio ucciso in Iraq.
Un mese dopo fu licenziato
come portavoce dei Conservatori per la cultura per non aver
detto la verità su una sua presunta scappatella
sentimentale. Poi se la prese con il cuoco tv Jamie Oliver,
impegnato a migliorare i pasti delle mense scolastiche,
dicendo di volersi «sbarazzare» di lui. Giornalista
praticante del Times, cadde in disgrazia da giovanissimo
quando falsificò una dichiarazione: tuttavia la sua
carriera lo fece approdare al Daily Telegraph, dove divenne
corrispondente da Bruxelles.
Tornato dopo cinque anni,
ne fu commentatore politico e nel 1999 divenne direttore
dello Spectator, carica che lasciò nel 2005. Johnson ha
improntato la sua campagna per la poltrona di sindaco di
Londra sulla sicurezza, promettendo più polizia per le
strade e contro i comportamenti antisociali. Un Alemanno
d'Oltremanica. Ma persino i Conservatori dubitano delle sue
qualità di amministratore, tanto che gli affiancheranno un
team di esperti. In un palese eccesso di entusiasmo un
ministro-ombra conservatore ha detto che la tranciante
vittoria elettorale riportata dal suo compagno di partito
Boris Johnson nella corsa alla poltrona di sindaco di
Londra «è come la Marcia su Roma nel 1922».
Non c'è
dubbio: la temperature nella City è salita oltre il livello
di guardia.
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04/05/2008