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La richiesta al Comune dei parenti delle vittime dei brigatisti

«Un giardino per gli agenti uccisi a piazza Nicosia»

«Un giardino per Pierino e Antonio». È la sorella di Piero Ollanu uno degli agenti uccisi dalle Brigate Rosse il 3 maggio 1979 ad avanzare la richiesta. Carmela Ollanu insieme a Vincenzo Ammirata, unico della pattuglia sopravvisuto al piombo brigatista ma le schegge sono ancora dentro di lui, ieri hanno incontrato il neo sindaco Gianni Alemanno in occasione dell'anniversario della strage.

«Si è informato come fosse andata», spiega Ammirata. «Ma non ho avuto il coraggio di chiedere di intitolare un guradino, anche piccolo, a mio fratello e ad Antonio Mea - si rammarica Carmela Ollanu -. Mi sembrava troppo per la prima volta che lo incontravo». Una richiesta lecita per due martiri del terrorismo. «Ancora oggi vediamo distacco, quasi oblio nei confronti del terrorismo che è stato l'ultimo trauma vissuto dal nostro paese. Bisogna essere vigili rispetto agli schemi ideologici che hanno segnato gli ultimi 30 anni del '900 in Italia», ha poi dichiarato il sindaco di Roma. «Ecco perché - ha continuato Alemanno - nell'ultima parte della campagna elettorale mi sono molto infastidito nel vedere di nuovo applicati quegli stessi schemi ideologici di odio tra destra e sinistra, tra buoni e cattivi». «Dobbiamo capire - ha concluso il sindaco - che pensarla diversamente è una ricchezza e non qualche cosa che va cancellato».
Mau. Pic.

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04/05/2008










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