Anzitutto ha lodato il partito di Marco Pannella (gli
«ultimi giapponesi») per averlo sempre appoggiato con
lealtà. Poi si è lanciato all'attacco. «Il programma
proposto due anni fa - ha iniziato - è stato anche il
momento dell'affiatamento e della condivisione: fare quindi
una campagna politica per dire che i programmi non contano
nulla, è un passaggio indietro sicuramente rilevante e
grosso».
E ancora, rivolto al centrodestra e a Silvio
Berlusconi che lui, Romano Prodi, ha battuto due volte alle
elezioni politiche, ha evidenziato come «il centrodestra ha
moltiplicato le paure del Paese il quale però, nonostante
sia pieno di paura, non solo per la sfida globale ma anche
per quello che avviene nel nostro cortile, ha un export
quale punto di forza della nostra economia».
E, come
se non bastasse, Prodi manda a dire a tutti: «Abbiamo
salvato il Paese, era lo zimbello dell'Ue. La politica
economica severa del governo è stata moralmente necessaria
senza di essa si sarebbe sfasciato il bilancio e si sarebbe
messo a rischio il Paese stesso».
Vai alla homepage
03/05/2008