L'anno dopo,
senza colpo ferire, Schifani è stato proiettato sulla scena
nazionale, eletto al Senato nel collegio di
Altofonte-Corleone. Quella elezione è stata riconfermata
nel 2001, poi nel 2006 e infine lo scorso 13 aprile.
La
carriera politica di Schifani è una lunga attesa del
momento giusto. È nato a Palermo e fra pochi giorni, l'11
maggio, compirà 58 anni. Figlio di impiegati, si è laureato
in giurisprudenza con 110 e lode. Avvocato patrocinante in
Cassazione, è sposato ed ha due figli maschi: Roberto e
Andrea. Dal 2001 è presidente dei senatori di Forza Italia,
riconfermato nella scorsa legislatura. Nel 2002 è stato
impegnato nella battaglia parlamentare che ha portato alla
stabilizzazione del 41 bis, trasformando il carcere duro
per i mafiosi da istituto straordinario e provvisorio in
misura definitiva. Circostanza che Schifani ama ricordare
tutte le volte che qualche avversario, o qualche ex amico,
si rivolge a lui per alludere a qualche amicizia coltivata,
in anni giovanili, con qualche disinvoltura.
Così,
quando l'ex Guardasigilli Filippo Mancuso lo apostrofò come
il «principe del recupero crediti», Schifani non si
scompose: «Battuta infelice, se la poteva risparmiare. Da
avvocato non mi sono mai occupato di recupero crediti.
Anche se quella è un'attività che merita rispetto», spiegò
in un'intervista a «Libero» il 14 agosto 2005. Tifosissimo
del Palermo, Schifani si fa vedere spesso allo stadio, in
compagnia della moglie Franca. Sulla circostanza, poi, che
lo vuole fan entusiasta di Elvis Presley è facile ricamare.
I detrattori meno benevoli si interrogano amletici se a
conquistare Schifani sia stata la voce e il ritmo, oppure
la fulgida e inarrivabile criniera dell'icona canora
dell'America pre-68. Fedele al riporto, ma più ancora
fedele a Silvio Berlusconi: è stata questa la ragione che
lo indusse, circa tre anni fa, a sbarazzarsi della faticosa
costruzione geometrica e a sentirsi gratificare da
Berlusconi come «un gran figo». Lui si schermisce: nessun
pressing di Berlusconi, il riporto è caduto per eccesso di
manutenzione.
Sul suo rapporto di amicizia con
Berlusconi, che volò a Palermo per festeggiare il suo
compleanno nel 2005, Schifani si espresse così: «Lo porto
nel cuore, ma quando si vuol bene ad una persona si trova
anche il coraggio di tirar fuori un'opinione diversa. È
capitato, e anche questo è di sicuro un elemento di forza
del nostro rapporto». Di sicuro c'è che, fra i senatori di
Forza Italia, Schifani ha sempre goduto di considerazione e
di stima. Puntiglioso sulle questioni regolamentari, è
stato implacabile nelle battaglie parlamentari, in
particolare sul decreto legge sull'immigrazione, nel
novembre scorso. Di modi cortesi, sul ring politico, come
ama dire il Cavaliere, si trasforma in un «cane da
polpacci».
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30/04/2008