Poltrona confermata dunque per chi è riuscito a
vendere elicotteri alla prima potenza militare del pianeta
(il presidente americano George Bush quando si muove dalla
Casa Bianca sale la scaletta di un modello Agusta
Westland). E non ha disdegnato mettersi d'accordo con lo
zar Putin per costruire con la russa Sukhoi un nuovo jet
regionale.
Finmeccanica, insomma, è riuscita a giocare
a tutto campo sullo scacchiere geopolitico e a portarsi a
casa una commesse sia a Est che Ovest. Una strategia di
crescita derivata da un metodo: accompagnare ai prodotti
una rete di rapporti internazionali gestiti in prima
persona. Gli affari in settori come quello dei prodotti
aeronautici e aerospaziali, infatti, non si decidono come
normali trattative.
Si muovono i governi in prima
persona, o comunque i manager di aziende con stretti legami
con il potere politico. Spesso la preammissione alle gare
bandite dagli Stati è il frutto di un lavoro diplomatico,
basato su relazioni sotterranee e su rapporti personali.
Sarà anche per questo che nei corridoi di piazza Monte
Grappa a Roma, sede della holding, si respirava un clima di
ottimismo all'indomani delle elezioni politiche che hanno
sancito il ritorno di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi.
Nessuna preclusione o giudizio negativo nei confronti
del centro sinistra. Anzi, con Prodi al Governo il budget
della Difesa è addirittura aumentato rispetto ai governi di
centro destra. Non a caso nel toto-nomine per il rinnovo
dei vertici delle aziende partecipate dal ministero
dell'Economia come Eni, Enel, Terna e Finmeccanica il meno
a rischio era proprio il «Guarga» come lo etichettano
confidenzialmente i suoi più stretti collaboratori alla
stampa.
Solo che il ritorno del Cavaliere, in termini
di crescita, può consentire a Guarguaglini di avere dalla
sua parte un appoggio più mirato per espandersi nei campi
in cui la competizione internazionale spinge a crescere di
più.
Così Guarguaglini, che nel frattempo, avrebbe già
ottenuto dal prossimo presidente del consiglio, il via
libera (8 giugno) alla riconferma al comando della società,
spera di utilizzare l'asse con il Cavaliere per portare la
sua azienda in un settore ad alta crescita, come quello
dell'elettronica per la difesa militare, in cui pur essendo
presente con la Selex non è riuscito ancora a imporre una
piena leadership.
In quel campo, infatti, oltre
all'americano si parla molto francese. Mai come in questo
caso, dunque, Parigi vale bene una messa. Che potrebbe
essere officiata guarda caso proprio dal presidente
transalpino, Nicolas Sarkozy, uomo e politico con cui il
Cavaliere vanta rapporti di grande vicinanza politica.
Guarguaglini è convinto che l'accordo con la Thales
(conglomerata francese del settore della difesa) già
avviato nel settore dell'aerospazio possa presto tramutarsi
in un'intesa per entrare in partecipazione nei progetti ad
alto contenuto tecnologico per la difesa militare.
Insomma il futuro di Finmeccanica passa anche per
l'intesa politica rafforzata che legherà il nuovo governo
italiano e quello francese insediatosi un anno fa.
Una
missione a cui l'ad del gruppo vuole affiancare qualche
operazione di shopping ben mirata.
Per crescere nel
comparto della «tecnoguerra» serve anche la massa critica
delle risorse impegnate.
E anche in questo caso le
munizioni ci sono. Nelle casse di piazza Monte Grappa ci
sono ben 3 miliardi liquidi già pronti per acquisizioni di
aziende specializzate. Le mire di Guarguaglini, secondo i
ben informati, sono indirizzate su piccoli gioiellini
industriali negli Usa o in Gran Bretagna.
Certo, anche
in questo caso, sarebbe difficile ottenere il via libera
dai governi ad acquisizioni in settori così delicati a
livello strategico. Così la sponda politica offerta da
Berlusconi rappresentrebbe il passepartout per vincere ogni
resistenza.
Un primo passo in questo senso è già stato
fatto con l'acquisto della Vega, un'azienda inglese (attiva
nei settori difesa, aerospazio e servizi governativi)
pagata dal manager italiano cento milioni di euro. Un
piccolo investimento in attesa di tempi migliori per per
crescere.
Nel frattempo Guarguaglini continua a
tessere rapporti nel suoi settori di punta come quello
degli elicotteri e degli aerei militari anche in altre zone
del mondo. Oltre alla Russia, Finmeccanica ha da poco
aperto la via indiana con la partecipazione alla gara per
la fornitura di caccia Eurofighter per New Delhi, una
commessa da 10 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi
invece la bandiera della società è stata piantata in
Giappone con l'apertura di una filiale di Agusta Westland a
cui seguirà, nel 2009, anche di una della stessa
Finmeccanica.
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28/04/2008