Per l'esattezza,
secondo il Ministro dell'Economia l'apertura della
procedura di amministrazione straordinaria non
consentirebbe, data la peculiarità delle cause del dissesto
del vettore nazionale, di superare l'attuale stato di
difficoltà e che — in termini di taglio dei voli e ricadute
occupazionali — la soluzione del commissariamento
condurrebbe, in ogni caso, ad esiti deteriori rispetto alla
cessione dell'azienda alla Air France. Orbene, a tacere del
fatto che la Legge Marzano ha già trovato applicazione nei
riguardi di un altro operatore del settore (il Gruppo
Volare) interessato da un'analoga situazione di crisi, le
considerazioni svolte dal Ministro lasciano perplessi non
essendovi, in definitiva, alcun modello o studio
suscettibile di legittimare — in via aprioristica —
l'affermazione per cui l'amministrazione straordinaria
comporta maggiori tagli occupazionali rispetto alla
proposta di Air France. È vero, semmai, il contrario e cioè
che assumono valenza decisiva le capacità manageriali del
Commissario Straordinario, chiamato ad adottare le più
opportune scelte gestionali in ragione dell'evolversi della
crisi. D'altra parte, la rilevanza non secondaria delle
finalità di tutela dei livelli occupazionali nell'ambito
della normativa sopra richiamata è comprovata dalla norma
relativa alla cessione dei complessi aziendali. Desidero
infine precisare che l'apertura della procedura di
amministrazione straordinaria affranca l'impresa insolvente
dall'onere della difesa da iniziative dei creditori,
consentendo al Commissario Straordinario di intraprendere —
anche tramite la cessione degli assets e dei rami d'azienda
non strategici — le azioni di risanamento che costituiscono
la ratio ed il fine precipuo della Legge Marzano.
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Docente di diritto
dell'economia a Lecce
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27/04/2008