Nel campo dello sviluppo della nostra rete
ferroviaria è ai primi posti, e dopo aver cullato per una
vita l'idea di un Paese ad alta velocità ora è pronto per
la svolta. Che arriverà domani, quando alla presenza del
presidente Giorgio Napolitano verrà avviato il tunnel di
base del Brennero. «L'asse del Brennero è la principale via
di comunicazione tra Nord e Sud Europa. L'Ue, nel disegnare
la rete transeuropea dei trasporti, ha assegnato a questo
itinerario il Corridoio 1, per il collegamento da Berlino a
Palermo».
Ingegnere fermiamoci un attimo. In Europa si
sta realizzando una grande rete di ferrovie che collega
tutti i Paesi?
«Sì, saranno sei i principali corridoi
che collegheranno l'Europa. Tre di questi interessano
direttamente l'Italia e noi lavoriamo per realizzarli. Sarà
l'asse del Brennero la svolta, perché prima di tutto crea
un collegamento ferroviario da Berlino a Palermo, poi è
l'occasione per rafforzare gli scambi commerciali».
Come facciamo tutto questo?
«In questo caso il
nostro progetto pone al centro l'alta capacità di trasporto
che aumenterà l'ampiezza delle linee. Insomma, avremo un
corridoio commerciale non mirato al trasporto dei "normali"
utenti, ma a chi porta merci da una parte all'altra
dell'Europa: diventiamo una piattaforma logistica molto
importante per gli scambi eliminando il collo di bottiglia
che si crea sconfinando al Nord. Così potremo essere al
centro delle strategie commerciali europee, togliendo anche
molto traffico dalle autostrade».
Domani il via, quando
chiudiamo il cantiere?
«Nel 2020 si finisce, ma per
essere realisti dobbiamo stare sul posto».
E intanto si
prosegue anche con i lavori per l'alta velocità.
«Con
il 2009 cambia completamente l'asset del traffico in
Italia. Pensi che noi siamo stati i primi in Europa ad aver
costruito una linea ad alta velocità con la
Bologna-Firenze. E tra pochi mesi riusciremo a portarvi da
Milano a Roma in sole tre ore. Avremo linee ad alta
velocità (più di 250 chilometri orari) anche sulla
Torino-Novara, Milano-Bologna, Bologna-Firenze,
Novara-Milano».
I servizi dovranno ancora "rincorrere"
i super-treni?
«No, per esempio a Bologna stiamo
costruendo una stazione sotterranea di quattro piani. C'è
un progetto anche su Firenze. I servizi aumenteranno, come
l'affidabilità del resto. E in termini di sicurezza siamo
già al primo posto in Europa».
Quanto costa all'Italia
l'alta velocità?
«Calcolando tutta la nuova linea con
le nuove tecnologie che mandano i treni a più di 300
chilometri all'ora e gli stessi vagoni che devono essere
adeguati alla progettazione, la somma tocca i 32 miliardi
di euro a lavori finiti».
Con delle conseguenze per
l'ambiente?
«La nostra attenzione a questo tema è molto
forte. L'ambiente ci sta a cuore ma non deve essere un
motivo per bloccare l'opera. Comunque con le gallerie non
avremo impatti ambientali visibili. I problemi, semmai,
arrivano dal rumore che verrà ammortizzato dalle barriere
installate su tutta la rete. Certo non possiamo pretendere
di interrare tutte le ferrovie».
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27/04/2008