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Politica

a colpi di satira

Adesso Pd e Pdl cercano di seppellirsi con una risata

Lo spettro del Veltrusconi incombe. I programmi elettorali si assomigliano, il «voto» sull'appeal massmediologico sfiora la parità, i sondaggi (ormai vietati) li davano fino a qualche giorno fa a pochi punti di distanza e mai come prima nella storia del Belpaese gli italiani indecisi sui due principali schieramenti faticano a trovare fra i candidati differenze sostanziali in grado di andare oltre le astratte promesse pre-elettorali (che valgono quanto quelle pre-orgasmatiche maschili).

Satira Ecco allora che per vincere la battaglia del consenso si alzano i toni o si cercano altre strade. Una di queste è la satira, che per definizione dovrebbe essere extra-partisan come l'informazione, ma che invece diventa uno strumento di derisione dell'avversario e di erosione della sua immagine pubblica.
Due esempi della guerra a colpi di risate (ma più spesso di timidi sorrisi) sono l'inserto dell'Unità «M» curato da Sergio Staino e le vignette di Krancic diffuse sul sito dell'eurodeputata di An Roberta Angelilli.
Il supplemento del quotidiano si apre con una pagina dedicata all'improbabilissimo faccia a faccia fra Walter e Silvio. Lui, il Berlusca, mostra i suoi trentadue denti e afferma: «L'unico faccia a faccia che mi va di fare è con me stesso. Però esigo di sapere in anticipo cosa sto per dire». Si continua in seconda con il Cavaliere armato di piccone che se la prende con il simbolo dell'Alitalia: «Nell'attesa della cordata, ci sono andato di piccozza». Il «nostro» ricompare più avanti, sempre in tema «trasporto aereo», citato da due passeggeri in attesa del volo: «Se verrà ancora intercettato, Berlusconi lascerà l'Italia», annuncia il primo. «Per un Paese in cui non c'è l'estradizione?», chiede la seconda. Nel paginone centrale, dedicato al Vaticano, Giuliano riserva la sua ironia al rapporto Berlusconi- Ruini: «Il Cavaliere ha detto a Ruini che se lo aiuterà a far fuori Veltroni e Casini - spiega uno dei due personaggi all'altro - lui lo aiuterà a far fuori Ratzinger per diventare Papa». Proseguendo incontriamo la coppia Fini-Berlusconi. Gianfranco, canuto e con il grembiulino da alunno delle elementari, ricorda al capo: «Mi hai promesso che se vinciamo dopo cinque anni mi lasci la lidership». E Silvio replica: «Ma Gianfranchino, sei troppo giovane! Guardati: hai ancora i capelli bianchi». Una vignetta veltrusconica vede il leader del Pdl super-nanizzato che afferma: «Veltroni è un abile comunicatore, un illusionista, un bluff. Sembra me!». Nella pagina accanto, invece, in versione normo-vignettata il creatore di Finivest e Forza Italia è seduto su una poltrona e riflette sul suo futuro: «Cinque anni a Palazzo Chigi, poi altri sette al Quirinale...Dopodiché potrò lasciare l'Italia al miglior offerente», è la battuta. Per concludere, la locandina di un film dal titolo «Magnifica ossessione» rappresenta il Cav abbracciato a un(a) Bondi con tanto di decolleté e collana di perle che lo stringe per la testa attirandolo al seno mentre nel riquadro in alto a sinistra incombono Napolitano e Ciampi che «impugnano» come un'arma un testo della Costituzione italiana.
Più propagandistico l'opuscolo diffuso dalla Angelilli, che sottopone agli italiani «cinque buoni motivi per non votare Walter», sottotitolando lo slogan con la frase: «Le eurofiguracce della sinistra». Krancic dà inchiostro ai suoi pennini prendendo spunto da articoli di giornali e frasi di esponenti dell'Unione. Ecco allora che se il New York Times scrive che «l'Italia sta attraversando una fase di depressione collettiva», il vignettista disegna la Penisola «turrita» piangente e vestita con un tricolore rattoppato. L'euroattacco del centrodestra prosegue affrontando cinque temi scottanti: nomadi, rifiuti, infrastrutture, infanzia, fisco. «I campi nomadi nelle periferie delle città italiane sono un piccolo Darfur», ha detto il responsabile del Viminale Giuliano Amato. E il vignettista ritrae Veltroni con bandana tzigana in testa e violino in spalla che suona davanti a un campo rom all'ingresso del quale troneggia il cartello: benvenuti in Italia. Il phamplet precisa che «nella capitale governata da 15 anni dal duo Rutelli-Veltroni ci sono gli insediamenti abusivi più grandi d'Europa». La citazione seguente è del ministro (recentemente indagato per corruzione) dell'Ambiente: «Perché spendere miliardi di euro per un tunnel quando la linea attuale sistemata è già efficiente?», si chiede Alfonso Pecoraro Scanio. E la satira di centrodestra lo raffigura insieme con Bertinotti e Giordano (rispettivamente leader e segretario di Rifondazione) dietro uno striscione con la scritta «No pasaran» e davanti a un tunnel della Tav. «La sinistra ha tentato di boicottare in ogni modo i progetti per le grandi infrastrutture, rischiando di far perdere all'Italia i fondi comunitari», chiosa la Angelilli. E ancora. «Le tasse? Sono bellissime», disse con infausto tempismo il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa. Krancic lo dipinge vestito da Dracula mentre affonda i canini nel collo di un (povero) italiano e gli sussurra: «Di cosa ti lamenti?! Le tasse sono bellissime!». A seguire la denuncia: nel nostro Paese esiste una pressione fiscale record pari al 43,3%, con le tasse sul lavoro più alte d'Europa». Informazione superflua per gli italiani, che la scoperta l'hanno già fatta in busta paga.
Insomma, i due schieramenti, ormai a corto di argomenti, cercano di seppellirsi l'uno con l'altro usando una risata. Ma nella battaglia dell'esposizione satirica vince senza dubbio il primogenito degli «Oni». Basta fare una prova su Google inserendo i loro nomi associati alla parola «satira»: Silvio trionfa su Walter 649mila a 429mila. Per alcuni è la dimostrazione che Berlusconi fa ridere. Per altri che Veltroni fa piangere.

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Maurizio Gallo

08/04/2008










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