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Il caso

Il Viminale dovrà distruggere 32 milioni e mezzo di tagliandi

Nell'attesa di sapere l'esito dai vari ricorsi in Cassazione e al Tar, il Viminale è in fibrillazione: il rischio è di dover mandare al macero oltre 32 milioni e mezzo di schede comunque si risolvano i contenziosi giudiziari. La Dc di Pizza si è presentata al Senato in 12 regioni — Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Abruzzo, Molise, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Sardegna — dove gli elettori sono appunto circa 32 milioni e mezzo (complessivamente gli elettori al Senato sono circa 43 milioni e alla Camera circa 47 milioni).

E questo sarà il numero delle schede che dovranno essere distrutte e ristampate.
C'è anche il problema degli elettori all'estero, nell'insieme circa tre milioni, tra i quali i militari in missione, i diplomatici e ricercatori e professori universitari. Pizza non si è presentato nella circoscrizione estero, ma chi si trova temporaneamente fuori Italia dovrà votare con schede contenenti il simbolo riammesso. Tra questi elettori diversi hanno già votato e rispedito il plico e dunque la soluzione si preannuncia difficile. D'altronde il nodo dell'intera gigantesca querelle risiede proprio nel chiarire se la giustizia amministrativa abbia competenza ad occuparsi di questioni elettorale. Finora la giurisprudenza di piazza Cavour ha sempre escluso la competenza dei giudici amministrativi non solo in relazione alle valutazioni del risultato elettorale, ma anche a tutte le fasi del procedimento preelettorale. La competenza sarebbe soltanto del Parlamento.

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04/04/2008










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