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La rabbia contro ...

La rabbia contro la decisione di collocare a Pustarza, nel territorio di Savignano Irpino, una discarica regionale esplode in serata, quando volano manganellate e lacrimogeni davanti all'ingresso del sito.
Alcune migliaia di manifestanti, forse tremila, giunti anche dai vicini Comuni della Puglia, l'hanno raggiunto a piedi dopo una marcia di circa 12 chilometri partita da Ariano Irpino, con una temperatura gelida da pieno inverno ed un vento che taglia la faccia.


Nel corteo ci sono sindaci, parroci, donne che spingono neonati in carrozzella, anziani. Sono riusciti a superare due sbarramenti delle forze dell'ordine lungo il percorso e adesso vogliono piantare una bandiera tricolore completamente nera da un lato («siamo a lutto, muore una comunità», spiega un dimostrante), ed una del Tibet.
Polizia e carabinieri si oppongono, parte una carica per alleggerire la pressione e vengono sparati in alto alcuni lacrimogeni. Anselmo La Manna, leader del «Comitato anti-discarica» resta ferito. Sul posto intervengono alcune ambulanze. Poco dopo le 21 c'è un altro lancio di lacrimogeni.
Un ragazzo resta contuso. La protesta è compatta. Quasi un abitante di Ariano su tre è sceso in piazza. Chi non ha potuto farlo, come un benzinaio del rione Cardito, espone cartelli che invitano allo sciopero del voto e catechizza sulla protesta gli automobilisti. «I politici di qui si sono piegati alle segreterie, noi non siamo rappresentati».
Lo stesso concetto viene espresso dall'anziano parroco del Rione Martiri, don Costantino Pratola, anche lui nel corteo. «Qui sono venuti solo a mietere voti. Se solo avessero alzato un dito non sarebbe finita così. Qui la gente non ha più fiducia nelle istituzioni».

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04/04/2008










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