Nel corteo ci sono sindaci, parroci, donne
che spingono neonati in carrozzella, anziani. Sono riusciti
a superare due sbarramenti delle forze dell'ordine lungo il
percorso e adesso vogliono piantare una bandiera tricolore
completamente nera da un lato («siamo a lutto, muore una
comunità», spiega un dimostrante), ed una del Tibet.
Polizia e carabinieri si oppongono, parte una carica
per alleggerire la pressione e vengono sparati in alto
alcuni lacrimogeni. Anselmo La Manna, leader del «Comitato
anti-discarica» resta ferito. Sul posto intervengono alcune
ambulanze. Poco dopo le 21 c'è un altro lancio di
lacrimogeni.
Un ragazzo resta contuso. La protesta è
compatta. Quasi un abitante di Ariano su tre è sceso in
piazza. Chi non ha potuto farlo, come un benzinaio del
rione Cardito, espone cartelli che invitano allo sciopero
del voto e catechizza sulla protesta gli automobilisti. «I
politici di qui si sono piegati alle segreterie, noi non
siamo rappresentati».
Lo stesso concetto viene
espresso dall'anziano parroco del Rione Martiri, don
Costantino Pratola, anche lui nel corteo. «Qui sono venuti
solo a mietere voti. Se solo avessero alzato un dito non
sarebbe finita così. Qui la gente non ha più fiducia nelle
istituzioni».
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04/04/2008