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Nuova legge Dodici i dicasteri ma le nomine possono arrivare fino a 60. Frattini agli Esteri, Bonaiuti ai Beni Culturali, Matteoli all'Ambiente, Carfagna alle Pari Opportunità

Pdl, c'è già la corsa al ministero

Laura Della Pasqua
l.dellapasqua@iltempo.it
Mancano circa venti giorni all'appuntamento elettorale ma dentro il Pdl già si lavora alla griglia del prossimo governo. La vittoria si dà per scontata e l'attenzione quindi si è spostata dalla campagna elettorale alla formazione della squadra di governo.

Berlusconi qualche indicazione già l'ha data confermando all'Economia Giulio Tremonti. Per il resto il quadro è tutto da definire e non sarà un'operazione facile. Berlusconi deve conciliare le richieste dei «vecchi» del partito con le aspirazioni di qualche giovane, con la necessaria presenza femminile, con l'opportunità di inserire qualche personalità di prestigio che non viene dalla politica. E poi ci sono gli «appetiti» dei piccoli partiti. La legge prevede 12 ministeri con portafoglio e un massimo di 60 componenti del governo. Dopo la sfoltitura e gli accorpamenti sono rimasti: Ministero degli Esteri, dell'Interno, della Giustizia, della Difesa, dell'Economia e delle finanze, delle Attività produttive, delle Politiche agricole e forestali, dell'Ambiente e della tutela del territorio, delle Infrastrutture e dei trasporti, del Lavoro, della Salute e delle politiche sociali, dell'Università e della ricerca, per i Beni e le attività culturali.
Ma vediamo le ipotesi sul tappeto.
La vicepresidenza del Consiglio potrebbe andare alla Lega. Alla poltrona più alta della Camera andrebbe Gianfranco Fini. Ma il leader di An è candidato anche al ministero degli Interni e agli Esteri.
Il Senato, se non dovesse essere lasciato all'opposizione, potrebbe essere posto l'attuale capogruppo di Forza Italia Renato Schifani.
Al ministero degli Esteri ambirebbe anche Roberto Formigoni. Ma le sue posizioni contrarie alla guerra in Iraq e alcune sue dichiarazioni sull'operazione «oil for food» potrebbero creare una situazione di imbarazzo nei rapporti con gli Stati Uniti.
L'attuale Governatore della Lombardia potrebbe quindi andare al ministero delle Infrastrutture o alla Pubblica Istruzione. Ma per quest'ultimo ministero è in corsa anche Gianni Alemanno anche se c'è chi lo vedrebbe meglio alla Sanità.
Però questo dicastero sarebbe l'obiettivo di Stefania Prestigiacomo che non ha nessuna intenzione di tornare alle Pari Opportunità. Qui quindi andrebbe Mara Carfagna. Per la Giustizia sarebbero in corsa Ignazio La Russa e Giulia Bongiorno. Alle Attività Produttive Claudio Scajola che però potrebbe andare anche alla Difesa. Il Lavoro ancora alla Lega: confermato Maroni o Castelli. Ai Beni Culturali il portavoce di Berlusconi Bonaiuti.
La Funzione pubblica è ambita dalla Lega che intende fare un discorso federalista. Rotondi della Dc verrebbe piazzato alla Solidarietà sociale.

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23/03/2008










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