Berlusconi qualche
indicazione già l'ha data confermando all'Economia Giulio
Tremonti. Per il resto il quadro è tutto da definire e non
sarà un'operazione facile. Berlusconi deve conciliare le
richieste dei «vecchi» del partito con le aspirazioni di
qualche giovane, con la necessaria presenza femminile, con
l'opportunità di inserire qualche personalità di prestigio
che non viene dalla politica. E poi ci sono gli «appetiti»
dei piccoli partiti. La legge prevede 12 ministeri con
portafoglio e un massimo di 60 componenti del governo. Dopo
la sfoltitura e gli accorpamenti sono rimasti: Ministero
degli Esteri, dell'Interno, della Giustizia, della Difesa,
dell'Economia e delle finanze, delle Attività produttive,
delle Politiche agricole e forestali, dell'Ambiente e della
tutela del territorio, delle Infrastrutture e dei
trasporti, del Lavoro, della Salute e delle politiche
sociali, dell'Università e della ricerca, per i Beni e le
attività culturali.
Ma vediamo le ipotesi sul tappeto.
La vicepresidenza del Consiglio potrebbe andare alla
Lega. Alla poltrona più alta della Camera andrebbe
Gianfranco Fini. Ma il leader di An è candidato anche al
ministero degli Interni e agli Esteri.
Il Senato, se
non dovesse essere lasciato all'opposizione, potrebbe
essere posto l'attuale capogruppo di Forza Italia Renato
Schifani.
Al ministero degli Esteri ambirebbe anche
Roberto Formigoni. Ma le sue posizioni contrarie alla
guerra in Iraq e alcune sue dichiarazioni sull'operazione
«oil for food» potrebbero creare una situazione di
imbarazzo nei rapporti con gli Stati Uniti.
L'attuale
Governatore della Lombardia potrebbe quindi andare al
ministero delle Infrastrutture o alla Pubblica Istruzione.
Ma per quest'ultimo ministero è in corsa anche Gianni
Alemanno anche se c'è chi lo vedrebbe meglio alla Sanità.
Però questo dicastero sarebbe l'obiettivo di Stefania
Prestigiacomo che non ha nessuna intenzione di tornare alle
Pari Opportunità. Qui quindi andrebbe Mara Carfagna. Per la
Giustizia sarebbero in corsa Ignazio La Russa e Giulia
Bongiorno. Alle Attività Produttive Claudio Scajola che
però potrebbe andare anche alla Difesa. Il Lavoro ancora
alla Lega: confermato Maroni o Castelli. Ai Beni Culturali
il portavoce di Berlusconi Bonaiuti.
La Funzione
pubblica è ambita dalla Lega che intende fare un discorso
federalista. Rotondi della Dc verrebbe piazzato alla
Solidarietà sociale.
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23/03/2008