Per coerenza
bisognerebbe dire che l'unico voto utile è quello dato a
noi».
Il leader dell'Udc si concentra contro i suoi
principali nemici: «Veltroni, che prima di consolidare la
sua scolta deve far dimenticare Prodi. Lui stesso se ne
rende conto e quindi cerca di scimmiottare Berlusconi».
Poi, dall'altra parte, c'è il Cavaliere. Per Casini l'ex
alleato è sì l'uomo che è riuscito a unire la destra con il
centro colmando un vuoto politico importante, ma è anche il
leader che «durante e dopo i cinque anni di governo non ha
voluto riflettere sugli errori fatti». Per il candidato
premier questo Belrusconi è lo stesso Berlusconi del 1994,
e questo Veltroni si presenta diverso da Prodi, «ma con
degli inganni».
Il capo del partito centrista punta su
«senso del dovere, spirito di sacrificio, ottimismo e
speranza: di questo ha bisogno l'Italia». Cita Kennedy:
«Non chiedetevi solo ciò che il Paese può fare per voi, ma
anche ciò che voi potete fare il Paese». Casini sa
benissimo che per lui la corsa a premier non sarà facile,
ma «anche Davide lottava con la fionda contro Golia.
Avrebbe dovuto soccombere, invece vinse. La scommessa -
spiega - non è essere una forsa tra due giganti, ma gettare
il seme per diventare il gigante buono». E nel programma di
Casini saranno 5 i punti fondamentali: la famigli, la
meritocrazia, la difesa della vita, la sicurezza e
l'indipendenza energetica.
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02/03/2008