Invece no. Alle prossime elezioni
l'ex segretario del Ppi ci sarà. «Merito» dell'accordo
siglato tra il Pd e i Radicali. Un'intesa che Castagnetti
boccia senza mezzi termini e che lo ha convinto a non
mollare.
Presidente, arrivano Emma Bonino & Co.,
Umberto Veronesi viene candidato capolista in Lombardia,
siamo davanti a una deriva laicista del Pd?
«Io
scinderei le due cose. Veronesi è un oncologo di fama
mondiale e, a prescindere dalle cose che può pensare sulle
tematiche etiche, è una scelta che ha il mio
apprezzamento».
E i Radicali?
«Quello con i
Radicali è un accordo che i cattolici del Pd hanno subito».
Preoccupati?
«Abbiamo ottenuto l'assicurazione che
i candidati radicali sottoscriveranno il manifesto dei
valori e il programma. Nulla verrà rinegoziato. Anche
perché sarebbe inaccettabile ridefinire delle cose che, per
noi, sono la carta d'indentità del partito».
Non teme
che l'elettorato cattolico non capisca?
«L'elettorato
cattolico non capisce e non condivide l'ingresso dei
radicali. Basta vedere i messaggi che ci arrivano dal
territorio».
Quindi, che si fa?
«Ieri sono stato a
Torino e, nei prossimi giorni, sarò a Catania e Verona.
Dobbiamo "pedalare" per rassicurare l'elettorato del nostro
impegno e del fatto che noi, dirigenti cattolici del Pd,
vigileremo su questa intesa. Ovviamente anche Veltroni deve
fare la sua parte, ma credo che alla fine ce la faremo».
Era proprio necessario?
«No. È uno stress che avrei
volentieri evitato. E francamente mi sfugge il motivo per
cui tutto questo è stato fatto».
Qualcuno dice che
guadagnerete voti...
«Personalmente non vedo i vantaggi
di un'operazione ad alto rischio. Conosciamo i Radicali e
sappiamo che sono sempre eccessivi e hanno una certa
"allergia" ad integrarsi con altri. Sono più propensi a
conservare la loro identità».
C'è chi dice che, in
questo modo, il Pd diventerà più laico.
«Il Pd ha fatto
un lavoro difficile per definire un manifesto di valori che
rappresenta un punto di sintesi tra varie sensibilità.
Sarebbe un peccato se si arretrasse ad una conflittualità
tra guelfi e ghibellini che mi sembra ampiamente superata.
In ogni caso non credo che il Pd abbia bisogno di innesti
esterni per testimoniare la propria laicità».
Chiederete una compensanzione per riequilibrare il
rapporto laici-cattolici?
«I cattolici sono tra i
cofondatori del Pd. Ci sono e non baratteranno nulla con
gli altri. Noi chiediamo semplicemente che non ci si
discosti di una virgola dalla sintesi trovata. Non cadiamo
nella trappola di dire: adesso dateci 9 parlamentari in
più. Anche se è chiaro che la nostra presenza dovrà essere
commisurata al nostro peso».
Insomma, se qualcuno deve
andarsene, quelli non siete voi?
«Mi sembra ovvio. Se i
Radicali non condividono il nostro manifesto dei valori
traggano le dovute conseguenze. Mi viene da sorridere
quando leggo che Emma Bonino dichiara di non avere
pregiudizi nei confronti di Paola Binetti. Ci mancherebbe.
Casomai dovrebbe essere il contrario visto che Paola è tra
i cofondatori del Pd ed Emma sta entrando».
Riuscirete
a trovare una soluzione?
«Io non dimentico che, meno di
un anno fa, respingemmo la candidatura di Marco Pannella
alle primarie del Pd perché avevamo due percorsi diversi e
incompatibili. Adesso questa compatibilità è tutta da
dimostrare. E sono gli ospiti che hanno l'onere della
prova, non chi ha costruito la casa».
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24/02/2008