Una vita
progettata insieme al marito, ufficiale in servizio,
capitano di Vascello su un dragamine.
Una grande
rotonda con giardino apre verso gli alloggi e, a poca
distanza, dietro una cancellata, sta l'ingresso per i
condomini. Ieri però la consegna è stata soprattutto quella
del silenzio. Solo una vicina ha detto due parole, rotte
dalla commozione: «Era una coppia molto unita, non avevano
figli. Sono sconvolta perché quanto accaduto era
prevedibile».
Il rumore del traffico del viale giunge
ovattato grazie agli alberi che circondano il complesso, ma
l'atmosfera è diversa dal solito: le finestre sono chiuse o
al buio, i colleghi e gli amici fanno quadrato attorno alla
famiglia colpita dalla tragedia. Anche il sottufficiale
responsabile del complesso non riesce, o non vuole, dire
nulla.
Qualcuno passa e il massimo che riesce a
rispondere è che «tragedie di questo tipo segnerebbero
profondamente l'animo e la mente di chiunque. Non posso
pensare che potrebbe accadere anche a mia moglie. Giovanna
deve farcela».
E ancora: «Viviamo tempi violenti che
richiedono per forza risposte adeguate - dice timidamente
un altro condomino - Siamo in una delle maggiori capitali
al mondo, capitale della cristianità e dobbiamo convivere,
per forza, con simili episodi».
Giu.Gri.
01/11/2007