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Politica

Il ministro delle Infrastrutture ancora all'attacco

Di Pietro: «La vicenda non finisce qui e va chiarita»

Un nuovo affondo del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, sulla vicenda «Why not» è arrivato ieri nel corso della trasmissione televisiva Matrix.
«Io sono uno che non ci sta a farsi schiacciare i piedi. Ieri (martedì scorso ndr) non ho parlato perché Prodi, in apertura del Consiglio dei ministri, si è assunto una responsabilità importante ribadendo la solidarietà a Mastella.

Ha detto che la questione finiva là. Ma la questione va avanti».
Di Pietro insomma ha ribadito le sue critiche al Guardasigilli e ha rettificato le indiscrezioni secondo cui sarebbe stato «zittito».
«Ho detto solo che la questione non può finire qui, e lo ripeto - ha aggiunto - perché o questo magistrato ha fatto cose gravi e allora va fermato o c'è stata una gravissima invasione di campo. Il trasferimento rappresenta un vulnus democratico alla indipendenza della giustizia».
«Non vorrei che questa coalizione sia ricordata come la seconda dell'impunità» ha concluso il ministro che chiederà a Romano Prodi di rispondere «a un quesito posto da più parti in Parlamento, se intende revocare il provvedimento di trasferimento d'ufficio del Pm di Catanzaro in attesa della formulazione del Csm o ignorare la questione».









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