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Doppietta della ferrari al GP del Brasile

Doppietta della ferrari al GP del Brasile

Kimi Raikkonen

Sei stagioni in Formula 1 e un Mondiale soltanto accarezzato: alla settima occasione Kimi Raikkonen ce l’ha fatta. Negli anni passati in McLaren gli era sempre mancato qualcosa. Se quel qualcosa era la fortuna, quest’anno la Dea bendata ha saldato il suo debito, con gli interessi. A 28 anni appena compiuti il finlandese di Espoo, l’erede di Mika Hakkinen, si e’ finalmente messo in testa la corona iridata. Kimi ha fatto centro alla prima stagione in casa Ferrari, chiamato dai vertici a sostituire un certo Michael Schumacher, che sembrava aver lasciato dietro di se’ un vuoto incolmabile.

Si vede che rimpiazzare i campioni e’ nel suo destino. Da oggi anche Raikkonen sara’ chiamato cosi’, alla fine il cerchio si e’ chiuso. Non poteva essere altrimenti per un pilota cresciuto a “pane e motori”, abituato a vincere fin dalla tenera eta’. Nasce sui kart la striscia di successi di Kimi, continua nelle serie minori a ruote scoperte e finalmente sfocia nella Formula Uno. E’ il 2001 quando la Sauber lo chiama al volante: in cambio riceve due quarti posti. Tanto basta perche’ Ron Dennis si decida a prenderlo sotto la sua ala, affidandogli il volante della McLaren che fino all’anno prima era stata nelle mani del due volte iridato Hakkinen.

Al fianco di David Coulthard, colui che spera di diventare il nuovo “Flying Finn” cresce in fretta, e nel 2003 in Malesia vince la prima gara della carriera. E’ il secondo appuntamento di quella che si rivelera’ la sua stagione migliore. Pur senza conquistare altri successi, Raikkonen resta in corsa per il Mondiale fino all’ultimo Gran Premio, in Giappone. Il giovane “Iceman” (“uomo di ghiaccio” in italiano), come viene soprannominato per il suo gelido temperamento, tiene sotto pressione il ferrarista Michael Schumacher fino all’ultimo prima di cedere. Il biondo finnico vede il titolo passargli davanti, senza poterlo agguantare. Segue un 2004 problematico per la fragilita’ del motore Mercedes, poi arriva la stagione 2005, nella quale Kimi conquistera’ 7 vittorie e 3 secondi posti. Non basta, perche’ il titolo questa volta va al giovane Fernando Alonso su Renault, nell’”annus horribilis” della Ferrari.

A Maranello si comincia a parlare di chi potra’ essere il sostituto di kaiser Schumi, ormai sulla via del ritiro. La stagione 2006 e’ l’ultima per il tedesco, che il 10 settembre a Monza prima vince la gara, poi annuncia il suo addio a fine anno. Nello stesso tempo la Ferrari ufficializza il nome del suo erede: e’ proprio lui, Kimi Raikkonen. Reduce da una stagione con pochi alti e tanti bassi, il finlandese e’ accolto con un certo scetticismo. Cosi’ freddo e riservato, in un team che sprizza passione come il Cavallino Rampante. A molti l’uomo piu’ giusto su cui puntare sembra Felipe Massa, il suo compagno. “Tra i due non ci saranno gerarchie”, ribadisce Jean Todt a piu’ riprese. Sara’ la pista a dire chi e’ il primo e chi il secondo pilota.

Un indizio importante alla squadra Kimi lo da’ nel primo appuntamento della stagione, in Australia. Il finlandese vince all’esordio in rosso, come fece Mansell nel 1989. Conquista anche pole position e giro veloce in gara. Una tripletta all’esordio con la Ferrari: una leggenda che soltanto Juan Manuel Fangio aveva gia’ scritto in Argentina nel lontanissimo 1956. Raikkonen ha appena finito la sua prima corsa con il Cavallino, e ha gia’ messo il suo nome in bella vista nella storia della Scuderia di Maranello. Un’altra pietra miliare arrivera’ in Cina, penultima gara della stagione. Kimi regala alla Ferrari la 200.a vittoria nel Mondiale di Formula Uno, nonche’ il 600.o podio. Un predestinato. In mezzo il finlandese, che a parole continua a concedere pochissimo, piazza altre tre vittorie fondamentali per arrivare all’ultimo appuntamento ancora in lizza per il titolo. A Interlagos arriva la ciliegina sulla torta. La Ferrari piazza la doppietta piu’ importante dell’anno, le McLaren di Hamilton e Alonso si sciolgono come neve al sole. Kimi Raikkonen e’ Mondiale, il terzo finlandese dopo Keke Rosberg e Mika Hakkinen. Il nuovo “Flying Finn” fa volare la Ferrari al suo primo anno in Rosso. Neanche Michael Schumacher ci era riuscito. Kimi Raikkonen, un predestinato.

Classifiche del campionato
del mondo di Formula 1 al termine del Gran Premio del Brasile,
ultima prova della stagione:
Classifica piloti:
1. Kimi R„ikk”nen (Fin) 110 punti
2. Lewis Hamilton (Ing) 109
3. Fernando Alonso (Spa) 109
4. Felipe Massa (Bra) 94
5. Nick Heidfeld (Ger) 61
6. Robert Kubica (Pol) 39
7. Heikki Kovalainen (Fin) 30
8. Giancarlo Fisichella (Ita) 21
9. Nico Rosberg (Ger) 20
10. David Coulthard (Ing) 14
11. Alexander Wurz (Aut) 13
12. Mark Webber (Aus) 10
13. Jarno Trulli (Ita) 8
14. Sebastian Vettel (Ger) 6
15. Jenson Button (Ing) 6
16. Ralf Schumacher (Ger) 5
17. Takuma Sato (Gia) 4
18. Vitantonio Liuzzi (Ita) 3
19. Adrian Sutil (Ger) 1
Classifica costruttori:
1. Ferrari 204 punti
2. BMW Sauber 101
3. Renault 51
4. Williams 33
5. Red Bull 24
6. Toyota 13
7. Toro Rosso 8
8. Honda 6
9. Super Aguri 4
10. Spyker 1

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