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Welfare, ora la sinistra radicale tenta di arruolare anche il Papa


Lo stesso che, per intendersi, in questo ultimo anno è stato più volte attaccato da settori della maggioranza per le sue «ingerenze» sui temi etici (dai Dico all’eutanasia). Stavolta, però, niente «ingerenza»: il Papa ha ragione, parola di «compagni». Tutto ruota attorno al messaggio inviato dal Santo Padre alla Settimana sociale della Cei. Un messaggio in cui Benedetto XVI sottolinea, tra l’altro, l’importanza del lavoro. Un tema che il Papa colloca addirtittura tra «emergenze etiche e sociali in grado di minare la stabilità della società e di compromettere seriamente il suo futuro». Per Benedetto XVI, infatti, la «precarietà del lavoro» non permette ai giovani di costruire una famiglia e, per questo, «lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso».
Un messaggio che scatena l’immediata reazione della sinistra radicale che prova subito ad «arruolare» Benedetto XVI nella sua fila. «A furia di pregare per San Precario, il miracolo si è avverato - commenta ironico il deputato indipendente del Prc Francesco Caruso -: il Papa è dalla nostra parte».
Gli fa eco il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli: «Le parole del Papa sul precariato sono importanti e ci auguriamo che possano contribuire ad un sereno confronto in Parlamento per dare garanzie di lavoro
certo e stabile a milioni di giovani e di lavoratori». Il segretario del Pdci Oliviero Diliberto utilizza «politicamente» l’uscita del Pontenfice e, rivolto ai moderati dell’Unione, li apostrofa: «Non avete ascoltato la Comunità Europea, non avete ascoltato l’Onu, ascoltate almeno il Papa». Non è da meno il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero (Prc): «Condivido completamente il monito del Papa relativo alla precarietà del lavoro». Ma, mentre la sinistra esulta, la Cdl attacca. «Sul Papa - incalza la deputata azzurra Isabella Bertolini - la sinistra ha davvero la faccia di bronzo. Come mai le sue parole di oggi non costituiscono un’odiosa intromissione del Vaticano nelle vicende dello Stato italiano?». «Se il Papa parla di diritto alla vita e di integrità della famiglia - le fa eco il senatore di An Alfredo Mantovano - esercita una pesante ingerenza sulla politica italiana. Se invece richiama la dignità del lavoro, in continuità con un magistero sociale che l’ha sempre affermata, non realizza più ingerenza, e magari viene strumentalizzato per chiedere modifiche al protocollo sul welfare». Critico anche il capogruppo della Rosa nel Pugno a Montecitorio Roberto Villetti: «Diliberto non può annoverare tra i simpatizzanti della Cosa rossa Papa Ratzinger, che è ben distante da qualsiasi versione del comunismo, solo perché lancia l’allarme sulla precarietà giovanile».

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