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Il Cav si riprende Casini. E nell'Udc scatta il "liberi tutti"

...ilquando non è probabilmente così lontanto visto che l’ex presidente della Camera è convinto che si voterà a maggio dell’anno prossimo. E che stia pensando a un «trasloco» lo dimostra il sondaggio che ha commissionato nei giorni scorsi alla società Ipsos, dal quale emerge che un eventuale partito di Casini, con la sua faccia e il suo nome, potrebbe valere tra l’8 e il 9 per cento, mentre l’Udc da sola varrebbe esattamente la metà. Il sondaggio dell’ex presidente della Camera è arrivato dopo mesi di tensioni e attriti all’interno del partito. Soprattutto con quella parte dell’Udc che non ha affatto gradito il suo riavvicinamento a Berlusconi, dopo che, per oltre un anno, Pier Ferdinando ha continuato a battibeccare con il leader di Forza Italia, cercando di «marcare» il più possibile la
distanza con il Cavaliere. Casini però sembra aver compiuto l’ennesima piroetta, dopo aver capito che quella strategia non l’avrebbe portato da nessuna parte. Ieri si è incontrato anche con Veltroni ma il passo decisivo
è il riavvicinamento con Berlusconi. Fatto però a titolo personale. Il motivo? Raccontano le gole profonde di via Due Macelli che Pier si sia stufato di un partito dove «incrociano» personaggi come Cosimo Mele. O come
Totò Cuffaro, potente governatore della Sicilia, capace di portare in dote voti preziosi ma poco spendibile dal punto di vista dell’immagine, specialmente in un momento come questo in cui sta andando avanti il processo a suo carico per presunti legami con la mafia. In più c’è la guerra che gli stanno facendo Mario Baccini e Bruno Tabacci, gli autori del «Manifesto di Subiaco», che stanno invece cercando di andare oltre l’Udc e di creare un’aggregazione di centro. Le ultime riunioni della direzione del partito sono state particolarmente «vivaci» con scambi di accuse reciproci. E ieri, dopo la notizia del sondaggio, Baccini e Tabacci hanno rilasciato una dichiarazione nella quale confermano che «il partito di cui Casini è il leader sta attraversando una crisi di credibilità e di identità». «Noi
dell'Udc del manifesto di Subiaco — proseguono — avevamo colto il disagio e l'esistenza di questa problematica da molto tempo, proponendo, non a caso, di superare l'attuale bipolarismo». Una frase che si avvicina molto a un
addio e sembra dare il «rompete le righe» al partito. «È il momento del liberi tutti — spiega un parlamentare dell’Udc sotto garanzia di anonimato — Ognuno sta già cercando di trovarsi nuovi alleati e di accasarsi da qualche
parte. Anche perché di sicuro Casini gioca la sua partita da solo e Berlusconi non potrà certo accogliere tutti». E allora, chi primo arriva...

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