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E la destra si scopre un po' verde

E la destra si scopre un po' verde

Altero Matteoli

Ilcentrodestra non ci sta a lasciare alla sinistra il monopolio dell’ambiente. Proprio no. Lo ha detto anche Fini nel suo intervento, sabato scorso, davanti ai trecentomila del Colosseo quando ha tracciato il futuro di Alleanza nazionale. Ieri il monito è stato sottolineato un’altra volta. Certo, di un progetto concreto ancora non se ne vede neppure la bozza. Si parla di ecosostenibilità, energia che si rigenera e biomasse. Di proposte ancora niente, ma la Cdl ne discute e matura la consapevolezza che un’Italia troppo indietro in termini di ambientalismo deve recuperare terreno alla svelta, senza farsi scappare l’occasione di diventare nuovo portavoce di problemi e soluzioni. Insomma, la destra si scopre un po’ verde. Alla fondazione Farefuturo di Gianfranco Fini, Carlo Ripa di Meana è stato chiaro: «Nel centrodestra c’era una inspiegabile distanza dalla dimensione ecologica, ma la situazione odierna non assegna un primato al centrosinistra». L’ex presidente di Italia Nostra ha aperto subito al dibattito sul nucleare, e Alfonso Urso di An ha precisato che la Camera ha già inviato un’indagine conoscitiva sull’argomento. Ma è il presidente dei senatori di An ad aprire definitivamente, anche da parte del centrodestra, sul tema». Per Matteoli non c’è dubbio che viviamo una situazione ambientale catastrofica, «su questo non c’è divisione nel mondo scientifico, è un fenomeno appurato. L’interrogativo - spiega il senatore - è se l’uomo è in grado di risolvere il problema-ambiente. E secondo me l’uomo può riparare ai suoi errori, ce la può fare»: se fosse il contrario la politica non ne starebbe di certo a parlare. Matteoli ha anche spiegato che non è vero che la destra non si è mai occupata del fenomeno. Anzi, fu col fascismo «e ne posso parlare tranquillamente proprio perché il mio partito ormai è maturo», che nel 1923 vennero istituiti i primi parchi nazionali. «Ma oggi - spiega - seppur è cresciuta una coscienza ambientale, non c’è ancora una cultura della salvaguardia dell’ambiente». Quella cultura che la Cdl vuole fare propria e portare in campo. Per rompere il monopolio verde della sinistra.

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