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Politica

Il caso Il senatore: «Non ha titolo per distribuire patenti etiche». Alemanno: «Gli insulti non servono»

Anche An difende Napolitano da Storace

«Non so se devo temere l'arrivo dei corazzieri a difesa di Villa Arzilla, ma una cosa e' certa: Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale.

È indegno di una carica usurpata a maggioranza». Francesco Storace, il giorno dopo la difesa del presidente della Repubblica nei confronti dei senatori a vita torma all'attacco più violento che mai. «La smetta di soccorrere un governo moribondo a difesa di una signora talmente importante che anche quest'anno, come ha ricordato ieri il presidente Calderoli, costera' tre milioni di euro agli italiani. Nobel o no, i ricatti si chiamano ricatti e i voti dei senatori a vita restano politicamente immorali».
Ma le esternazioni di Francesco Storace contro il capo dello Stato hanno provocato quasi solo reazioni negative. Nell'Unione, ovviamente, ma anche nel centrodestra. Tanto che non sono piaciute neanche a Gianni Alemanno. Da una parte il deputato di An conviene che «il problema dei senatori a vita c'è tutto», ma dall'altra ricorda che «non c'è bisogno di arrivare agli insulti». Ancora più netta la posizione del comitato di cittadini per il partito unico del centrodestra che parla di «espressioni sconsiderate» nei confronti del Capo dello stato Giorgio Napolitano. Critiche e nette prese di distanza anche dal segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, da Gianfranco Rotondi, da Osvaldo Napoli di Forza Italia, che tuttavia si chiede come Fausto Bertinotti possa richiamarsi, per criticare Storace, «allo spirito repubblicano» considerata la posizione che aveva assunto sui fatti del G8, quando aveva messo in discussione la legittimità del comportamento delle forze dell'ordine».









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