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Pd in confusione,<br/> tre ore per avere un'informazione

Sì,peccato che rischia di essere un flop. La gente per strada, nei bar, davanti alla tv o ascoltando la radio, cerca di capire dove si vota, quando si vota, soprattutto come si vota. Probabilmente, il problema nasce dalla cattiva comunicazione degli uffici del Pd, che non sono stati in grado di fare chiarezza sulle modalità di elezione.
Il primo «buco», in termini di informazione, sta proprio nel numero verde. Ore 15.25: da rete fissa un cittadino qualunque prova compone l'800-231506, il quartier generale delle informazioni per le primarie del Pd. Cinque squilli, nessuna risposta. Un caso, probabilmente. Ore 16.43: un'altro tentativo va a vuoto. Al quinto squillo la linea cade. Ore 17.05: la linea cade ancora dopo il quinto squillo. A poco più di un giorno dalle elezioni, ancora nessuno risponde al numero verde del Pd. Ore 17.31: nessuno risponde e ancora non è chiaro dove, come e quando si può votare. Ore 18.17: dopo tre squilli, e tre ore di attesa, una giovane signorina risponde dall'altra parte dell'apparecchio: «Pronto, Partito democratico». Finalmente. L'operatrice spiega quando si vota (domani), a che ora (dalle 7 alle 20) e dove. Unica beffa è che per capire qual è il proprio seggio di riferimento bisogna avere in mano la propria scheda elettorale. Il cittadino attacca il telefono per andare a prenderla. Alle 18.37 ricompone il numero verde con in mano tutte le informazioni che servono all'operatrice: cinque squilli, nessuna risposta. Ci riprova più tardi, alle ore 19.21: niente. Alle 20.17: la linea cade ancora. Ultimo tentativo, alle ore 20.31: cinque squilli a vuoto. Insomma, il centralino è in tilt ma non per le telefonate. E la disorganizzazione va oltre. Sembrerebbe, infatti, che anche le schede elettorali non siano in ordine. Ma quello che più preoccupa, nel Pd, è che la gente non ha ricevuto la dovuta informazione sul voto.
Intanto ieri è continuato il botta e risposta tra Veltroni e Prodi. Il sindaco di Roma ha parlato per tutto il giorno della nuova Era con la nascita del Pd. «Questo passaggio può cambiare la storia di questa Italia - ha detto Veltroni - Il dato più importante sarà la partecipazione alle urne». Il candidato alla segreteria del Partito democratico, che domani voterà alle 10.15 a Roma a piazza Fiume, ha invitato il centrodestra «a compiere un simile processo, a seguire il nostro esempio. Il Partito democratico deve durare nei prossimi decenni. Dobbiamo parlare ai cittadini, non a noi stessi, senza avere paura del nuovo».
E se Veltroni è euforico, il presidente del consiglio Romano Prodi ha già eletto il suo candidato preferito, tornando però a sottolineare che per il momento è lui a comandare in Italia. Così ha preso le dovute precauzioni sul tema del rimpasto del governo (una delle priorità del sindaco era tagliare i ministri): «Non c'è bisogno di rimpasti per far funzionare il governo, perché già funziona così». Poi precisa: «Anche se trovo giusta ogni iniziativa che ne rafforzi il funzionamento a cominciare dal ripensamento della sua struttura, così come della struttura di tutti gli organi istituzionali (rappresentativi ed esecutivi) sia a livello centrale che a livello locale». Prodi, che ha detto che con il Pd «si realizza il sogno della sua vita, nato 12 anni fa», ha precisato che da lunedì il segretario del Pd «rafforzerà il governo». E il presidente del Consiglio, dando la sua benedizione alle primarie di domani, ha «nominato» proprio Veltroni mentre parlava di futuro segretario del nascente partito. Quello che potrebbe essere, dicendola alla Calderoli (Lega), il suo boia.

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