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Il centrosinistra ha fatto di tutto per zittirlo

Quello per cui aveva spalancato le porte dell'Europarlamento e per il quale era anche scesa in piazza. Una circostanza che i rappresentanti della sinistra avevano fiutato da qualche giorno e per questo avevano cercato di fare di tutto pur di evitare la passerella di Santoro. Perché infatti di questo si è trattato. Altro che inquisizione o «Commissione McCarthy» come da giorni ripete fino alla noia Roberto Cuillo, responsabile dell'informazione dei Ds, quella di ieri in Vigilanza è stata una vetrina per Santoro. E la sinistra ne è uscita a pezzi. Così si spiega perchè la sinistra prima abbia dato il suo assenso in Vigilanza Rai per «l'indagine conoscitiva sui criteri e le metodologie informative sui programmi Rai a contenuto politico ed informativo» e poi si sia scagliata contro Landolfi, colpevole, a dir loro, di voler portare avanti l'indagine. Il più attivo tra questi è stato proprio Cuillo che ancora ieri ad audizione conclusa si è rivolto nei confronti di Landolfi chiedendogli «la sospensione delle audizioni programmate». Ma a dare man forte alla «resistenza» ci ha pensato un altro diessino come Beppe Giulietti, componente della Commissione, che ha parlato «di strada sbagliata imboccata con l'indagine».
Non è mancata all'appello nemmeno la Margherita con Antonio Polito che ha scelto di non partecipare a nessuna audizione. Una scelta motivata dal fatto che «i conduttori televisivi, tutti, da Santoro a Vespa sono giornalisti che rispondono solo alla loro deontologia e all'azienda che li fa lavorare». Una strategia che non ha escluso nemmeno la Federazione nazionale della Stampa e l'Usigrai entrambe unite da una sola voce: «Una pessima idea perché si respira il fastidio di settori consistenti dei partiti e delle istituzioni e la voglia di mettere il guinzaglio all'informazione». Tutto inutile perché alla fine Santoro ha parlato. E come.
L. S.

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