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De Zulueta: «Il Pd nasce senza un progetto»

Incontra Prodi e si appassiona al progetto dell'Ulivo. Nel '96 entra in Senato, nel gruppo dei DS. Alla fine del 2005 ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma del sistema televisivo volta a garantirne il pluralismo e l'indipendenza. È stata eletta nelle liste dei Verdi.
Onorevole De Zulueta, dopo quasi un decennio, nel 2004, ha lasciato il gruppo DS. Perché?
«E' stato un passaggio sofferto. Il vero motivo fu un'incompatibilità ambientale, qualcosa che somigliava al mobbing. Succede anche in politica».
Le piace il nuovo Partito Democratico?
«Ancora non so cosa sarà. Pur augurandomi che nasca bene, nutro dei dubbi sul processo. I partiti sono sempre nati per sostenere un progetto, una proposta politica. Il PD nasce per eleggere un leader e per difendere una postazione di potere. E' un po' diverso».
La percentuale di donne nel Parlamento italiano si aggira intorno al 17%. Perché è così bassa?
«E' la manifestazione di una politica incapace di essere realmente rappresentativa, che fatica a rinnovarsi e che ha perso tante straordinarie occasioni».
Me ne dica una.
«Alle primarie vinte da Prodi hanno partecipato quattro milioni di persone. Una cosa unica, a cui però non si è dato alcun seguito. Alle ultime elezioni, le liste presentate erano di nomina. E' stata la risposta di un ceto politico non disposto all'apertura richiesta dal proprio elettorato».
Pro o contro le quote rosa?
«In un sistema elettorale proporzionale, possono essere una buona scelta. Potrebbero portare in Parlamento persone impreparate, legittimate dal solo fatto di appartenere al genere femminile. Io vedo che è stato il proporzionale a liste bloccate a portare in Parlamento parecchie persone poco preparate. La radice del problema sta nel percorso di selezione che non è nè democratico, né trasparente».
La legge elettorale verrà cambiata dal Parlamento?
«Temo che non ce la faremo. Un disastro tornare al voto con questa legge».
Quale sistema appoggerebbe?
«Se si mantenesse il proporzionale, vorrei circoscrizioni più piccole e una selezione dei candidati attraverso le primarie. L'ipotesi tedesca, ad esempio, andrebbe abbracciata interamente. In Germania c'è una regola che obbliga i partiti a selezionare i propri rappresentanti attraverso le primarie. Se non avviene quei partiti non possono attingere al rimborso elettorale».
Cosa pensa del fenomeno nato intorno a Beppe Grillo?
«Ho conosciuto Grillo, avevo molta stima e simpatia per lui. Ma trovo che se diventa parte della contesa politica perde efficacia. Solo una democrazia debole si spaventa di fronte a un comico».
Si presenterà alle prossime politiche?
«Non credo, mi sono ripromessa di non farlo se non cambia il sistema elettorale».

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